Pubblicato in: APPUNTI DI VIAGGIO

Eccesso di zelo – seconda puntata

Un altro fattore che non avevo considerato è la flessibilità alla quale sono obbligata in questo periodo. Ho dovuto cambiare la prenotazione tre volte prima di riuscire davvero a usufruire della prenotazione, facendo venire l’esaurimento perfino a booking.com. Il giorno della partenza arrivo in aeroporto, normalmente in un’ora dovrei raggiungere la meta, imposto il navigatore e parto.

Ad un certo punto il navigatore (datato 1985 probabilmente) mi segnala di essere già arrivata alla meta nonostante manchino, in base ai cartelli,  oltre 37 chilometri. Non capisco e provo a reimpostarlo … niente.

Sono senza navigatore e devo cercare una via nel centro di una città che non ho mai visto in vita mia! Mantengo la calma e tiro fuori l’i-phone … clic clic clic .. non funziona il roaming (perchèèèèè non funziona il roaming??… – Scoprirò solo il giorno dopo che era semplicemente andato in tilt).

Totalmente isolata, seguo i cartelli e arrivo se non altro in città. La signora al telefono cerca molto pazientemente di farmi raggiungere il posto finchè, dopo vari giri di sensi unici, riesco finalmente a trovarla. Mi fa parcheggiare l’auto in un angusto garage comune (di quelli che li vedi solo in Francia) e ci avviamo a piedi verso l’appartamento (10 minuti di passeggiata con trolley). Arriviamo all’altezza di una pasticceria marocchina (sapete quelle che fanno quei dolci fritti fritti???) di un’angusta via di palazzi fatiscenti in stile liberty. Ci fermiamo davanti a una porticina in legno. All’interno del tetro androne l’odore di fritto è penetrante. Saliamo una scricchiolante scala a chiocciola in legno. Guardo i muri scrostati e mi concentro sugli scalini. Arriviamo a un piccolo pianerottolo ed entriamo nello studio. La stanza è carina e abbastanza pulita ma l’odore di fritto aleggia e il riscaldamento è evidentemente spento. La signora mi spiega come aprire il divano letto, mi da quattro indicazioni e se ne va.

Mi guardo intorno sconsolata con il piumino ancora addosso. Sono ormai le otto di sera. Non resta che cercare un ristorante. Esco … per la strada non c’è nessuno … le insegne spente dei negozi sono scritte in arabo e sono aperti solo un lavaggio automatico e un posto dove telefonare all’estero a tariffe convenienti. Davanti all’ingresso dei palazzi di tanto in tanto si scorgono uomini inquietanti al telefono o che parlano fra loro. Giro l’angolo seguendo un’insegna illuminata e il ristorante che trovo ha solo specialità marocchine. Torno indietro e accellero verso casa. Dalla pasticceria marocchina sbuca il volto tetro di un uomo che mi guarda. Mi sbrigo a entrare nell’androne puzzolente e me ne torno di sopra. Altro che centro cittadino! Apro il divano letto e mi preparo una tazza di tè. Nela borsa ho delle barrette che sostituiscono il pasto per le emergenze. Ne mangio una (è davvero disgustosa, ma come si fa a mangiare sta roba???!!!) e mi infilo sotto le coperte a sfogliare tristemente la home di facebook.

Un paio d’ore più tardi, quando mi chiama il tesorino, decidiamo che non posso fare questa vita e che domani me ne torno nel mio solito hotel (che ora mi sembra un super lussuosissimo albergo) in the middle of nowhere ma che almeno è pulito, ha il riscaldamento e il ristorante incorporato. Scrivo una mail alla signora per avvisarla inventando una scusa qualsiasi e il giorno dopo esco all’alba (per avere il tempo di andare a recuperare la macchina, parcheggiarla e tornare a piedi all’appartamento per lasciargli il telecomando del garage.) Mai sono stata così felice di tornare al micro paesino dove si trovano gli uffici. Almeno qui è piccolo e semplice da trovare. Mi fermo alla boulangerie e compro croissant per tutta la squadra. Giuro che la smetto di farmi venire strane idee!!!

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9 pensieri riguardo “Eccesso di zelo – seconda puntata

    1. In questi casi mi spiace solo che non penso mai a fare qualche foto! 😉 Davvero inquietante ma potevo anche informarmi meglio .. il giorno dopo un collega mi ha confermato che quella è la zona peggiore della città … vabbeh, menomale così ogni tanto ho qualcosa di nuovo da raccontarvi!!! 😀

      1. Ci sono situazione in cui non si può restare. Una mia amica a Londra, trasferendosi da qui e usando l’affittacamere da internet si è trovata in un poso completamente diverso. Dalle foto sembrava una stanza carina, singola, pulita con una bella finestra. Invece era in un seminterrato sporco, con altre 4 persone, tra cui maschi e femmine, con gli scarafaggi e manco un lucchetto per chiudere la sua roba. Ha passato la notte sveglia e il mattino è scappata a cercare casa in loco. Ci ha perso un po’ di soldi, ma non si poteva proprio restare. Sarebbe stato folle.

      2. Mamma mia la tua amica era messo peggio di me eeehhh. .. in questi casi non bisogna perseverare: fuga immediata costi quel che costi! E soprattutto chiedere agli autoctoni o perlomeno guardare su streetview; -)

  1. Io starei nell’hotel servite e riverita! Oppure in un residence vicino all’ufficio Parigino, ma io comincio ad avere una “certa età”. Sai che pure a me è capitato del satellitare non funzionante la penultima volta che sono stata a Parigi?

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