Pubblicato in: APPUNTI DI VIAGGIO

Pendolare a Parigi … eppure …

Erano anni che non mi capitava! Io che mi ero ripromessa di non farlo mai più!! Ed eccomi qui su un treno di pendolari che da fuori città (dove si trova la sede dell’azienda) mi sta portando in centro.

Mi guardo intorno nella calca dei pendolari del mattino e non posso fare a meno di pensare che  è esattamente come a Milano! Stesse facce tristi, stesse teste chine sugli smartphone, stessi colori scuri. Sorrido leggermente divertita mentre mi appoggio al mio trolley e mi torna in mente 17astella o vagoneidiota che ci raccontano a volte le loro avventure con le ferrovie.

Tutto mi sembra irreale e ringrazio il cielo di aver optato per una scarpa bassa al momento di fare la valigia, però una cosa comincio a capire di questo paese: sono tutti molto gentili (perfino sui mezzi pubblici) e spostarsi comporta sempre la perdita di molto tempo, ben peggio che a Milano. C’è di buono che i mezzi funzionano molto bene. Sulla metropolitana ci sono molte persone con i loro trolley e le borse da lavoro. Dopo un paio di traversate in mezzo al traffico parigino mi sto convincendo anch’io che è il sistema migliore per muoversi.

In tutto ciò che dire, provo un misto di agitazione per questa nuova avventura e non capisco perché: le scocciature, le riunioni e i discorsi sono gli stessi che altrove. Stamattina fra la folla che corre verso la metropolitana, esattamente come a casa, mi chiedo per quale motivo non mi senta stressata o irritata… sarà il profumo di croissant che mi arriva da un bar vicino o i cartelli pubblicitari in francese?  … Non so, eppure sono felice … Mi metto in fila per salire sul metrò e metto via il telefono. Devo godermi la restante parte di questo pazzesco e strano viaggio. Alla prossima puntata!

 

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6 pensieri riguardo “Pendolare a Parigi … eppure …

  1. Forse il perchè sta nel fatto che il sapere di essere altrove – nonostante tutte le similitudini – ti fa vedere le stesse cose da un altro punto di vista, con una predisposizione diversa, soprattutto. Ed è questo l’effetto “benefico” di un viaggio. Forse la temporaneità dell’essere lì, che ti fa vivere più intensamente i dettagli, le sfumature. Forse l’ebbrezza e un pizzico di timore del non sentirsi a casa.. ma se il risultato è questo, ben venga! Buon proseguimento!

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