Pubblicato in: APPUNTI DI VIAGGIO

Capodanno a Siviglia

Anni fa, quando ancora studiavo il flamenco, andare in Andalusia faceva parte della lista dei miei desideri più appetibili. Poi il tempo del flamenco è passato, ho iniziato a lavorare assiduamente con Barcellona e le vacanze in Spagna sono finite in fondo alla lista, se non per qualche sporadica eccezione come Minorca e Tenerife.

Questo capodanno volevamo tornare a Tenerife ma ci siamo resi conto tardi che non c’erano offerte e, sull’onda dell’ansia da vacanza all’ultimo minuto, il tesorino ha proposto Siviglia. Non ci abbiamo riflettuto molto, l’importante era partire e così abbiamo prenotato volo e hotel che ormai era già il 23 dicembre.

E poi abbiamo scoperto una città davvero bellissima! L’hotel, scelto per la convenientissima promozione su booking, si è rivelato strategico. Era in Plaza del Duque della Vittoria, ottimo perché si può girare tutto il centro a piedi: comodo, pulito e tranquillo. Perfetto. Per le strade del centro c’è molta gente a tutte le ore. Spagnoli e turisti si mescolano per le strade e i vicoli, riccamente addobbati e illuminati per le feste. Le vetrine si susseguono, i bar che offrono tapas sono sempre pieni, i tavoli all’aperto (nonostante il freddo pungente) sono affollati e le persone bevono e mangiano anche in piedi davanti ai locali chiacchierando e lasciando passare il tempo. Siviglia è veramente una città da vivere per strada. Oltre ai bellissimi monumenti come l’Alcazar, il palazzo reale con la sua architettura moresca, la cattedrale con il suo stile gotico, i vicoli di Santa Cruz e l’imponente Plaza d’Espana. Luoghi immancabili per una visita anche fugace della città, Siviglia va assaporata passeggiando, esplorando i vicoli, guardando le vetrine, fermandosi ad ammirare le piazze soleggiate. Dicembre è un mese molto freddo e ci siamo dovuti coprire, ma in compenso il cielo era sempre terso e i colori erano meravigliosi sebbene fossimo nella stagione fredda. Probabilmente in primavera questo posto esplode di colori e profumi ancora più di adesso. Colpiscono gli alberi di arancio che abbelliscono i viali e i giardini di tutta la città e il leggero profumo di agrumi che aleggia nell’aria.

arena di Siviglia

Siamo rimasti a Siviglia cinque giorni intensi nei quali non abbiamo mai avuto un momento di noia: abbiamo visitato i quartieri più belli con tutta calma, fatto shopping (mi sono comprata uno scialle flamenco che desideravo da tutta la vita!) e siamo anche stati a vedere lo spettacolo di El Arenal di Flamenco che pare sia uno dei migliori della città. Bellissimo! I ballerini erano bravissimi. Perfetta rappresentazione di questa terra calda e sanguigna. Il flamenco gli ribolle nel sangue, ce l’hanno in corpo e si manifesta in tutta la sua fierezza. Anche il Tesorino lo ha apprezzato, nonostante mi avesse seguito un po’ scettico, più per farmi un favore che per reale interesse.

chiesa a Siviglia

Infine un paio di informazioni pratiche: a Capodanno i Sevigliani se ne stanno  a casa. Alle cinque del pomeriggio ha iniziato a chiudere tutto: bar e negozi e ristoranti. Per le strade, a differenza degli altri giorni in cui c’era un brulichio di gente continuo, c’eravamo solo noi turisti disperati. I ristoranti ti danno un cenone dalle 20 alle 22 perché poi devono andare a casa a festeggiare. I fuochi d’artificio sono scarsi. Per le strade solo silenzio e monotonia. A parte questo dettaglio è una meta davvero fantastica! Torneremo 😉 .

Alcazar 1

Arance a Siviglia

Flamenco

 

 

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