Pubblicato in: SPANK

Spank, ssshshssshhhhh

Qualche giorno fa Spank è entrato in rivolta! Ha deciso, di punto in bianco, di non voler più dormire da solo in cucina e ha manifestato il suo disappunto grattando la porta, uggiolando e abbaiando. La prima sera il teatrino è andato avanti per un’ora e mezza. Tempo durante il quale ho provato tutto: le coccole, i no, il buffetto, la collottola fino ad arrivare ad urlare il “no” nelle orecchie. Alla fine lui era esausto e io pure. Il tesorino, nel frattempo al telefono, ha contribuito insistendo sulla necessità di seguire la linea dura: “ah no perché deve imparare”, “sii dura”, bla bla bla … Così, oltre al cane, mi è toccato di gestire pure lui che, nonostante le mie rassicurazioni, non si decideva a mettere giù sto cavolo di telefono.

La sera dopo, venerdì, il tesorino era a casa. Al momento della nanna è scattata la litania. “Vado io!” Ha detto lui deciso e io sono rimasta nel letto aspettando trepidante il miracolo. Dopo circa una decina di minuti è tornato dalla cucina: “Gli ho lasciato la luce accesa. Magari ha paura del buio!” Mi dice lasciandomi senza parole. Neanche il tempo di spegnere la luce che la piccola peste ricomincia il richiamo notturno. Stavolta mi alzo io. Entro gli dico di no, spengo la luce e me ne torno a letto. Lui va avanti una mezzora a grattare la porta e uggiolare finchè, probabilmente vinto dal sonno, ha smesso.

Il sabato abbiamo chiesto aiuto all’addestratrice, la quale ci ha spiegato che sono solo tentativi di scalata sociale: se lo lasciamo vincere è finita! Sicchè linea dura: dire di no attraverso la porta chiusa e lasciarlo piangere anche tutta la notte!

Sabato notte, al momento di andare a letto, Spank riparte con il dramma come da copione. Aspetto un po’ prima di alzarmi. Mi accuccio dietro la porta chiusa della cucina e gli dico:”shshshshhshshshshhssshhshhhhhh zitto” a bassa voce … Dall’altra parte della porta ho sentito un:”bf hmhm gnnn” è poi più niente … sono tornata a letto e non l’ho più sentito fino al mattino dopo. Da allora ogni volta che abbaia gli faccio “shshshshhshshshshhssshhshhhhhh” col dito davanti alla bocca e lui reagisce sempre allo stesso modo: tace e mi guarda perplesso … ecco .. bastava un “shshshshhshshshshhssshhshhhhhh”…

Qualche giorno dopo, al caffè, Silvia mi racconta ancora stupita dell’effetto: “sai, ieri Alessia non voleva dormire. Quando è particolarmente stanca fa i versi e canticchia. Alla fine non ce la facevo più e mi sono ricordata di Spank. Così le ho fatto: “Alessia ssshshshsshshshshshssss” e lei è rimasta zitta … muta finchè non si è addormentata …”

A volte basta davvero la cosa più banale per risolvere una crisi! … mah …

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3 pensieri riguardo “Spank, ssshshssshhhhh

  1. Leggendoti è apparso sul mio volto un sorriso (e qui sul treno devono aver inteso possa tattarsi di storia che produce risa).
    A dirti il vero io sarei impazzito e lo avrei portato a letto con me.
    Ma un cane, in effetti, non lo ho.
    Jill scott – the fact is

    1. Quando ci ripenso anche a me viene molto da ridere infatti ma in quel momento ero sfinita!!:-) il fattore cacca era la determinate del confino in cucina e quello era un ottimo motivo per non cedere!! 😀

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