Pubblicato in: SPANK

L’arrivo a casa di Spank, 64° giorno

Venerdì 13 giugno (il 13 è sempre stato per noi un giorno molto fortunato!), io e il tesorino, siamo andati a prendere il nostro piccolino all’allevamento, trepidanti di impazienza!

Sulla strada del ritorno, in auto, l’ho tenuto in braccio per un po’ con un telo mare sulle ginocchia. Lui si è agitato curioso cercando di raggiungere il finestrino e qualsiasi cosa potesse essere interessante ma non ha avuto nessun sintomo di mal d’auto, nessuna paura. È stato tranquillo tutto il tempo e dopo un po’ si è perfino addormentato sul suo asciugamano con la testa appoggiata sui miei piedi.

Arrivati a casa, Entrato in salotto ha annusato un po’ in giro e ha subito provveduto a fare i suoi bisogni sul pavimento. È stato lì che abbiamo visto il sangue e ci siamo un po’ spaventati ma erano le dieci di sera e la visita dal veterinario era già prenotata per il mattino successivo. Gli abbiamo dato da mangiare, lo abbiamo fatto un po’ camminare e, infine, lo abbiamo sistemato nel recintino preparato per lui con tutte le sue cose. Amico Papero gli è piaciuto fin da subito e dopo poco abbiamo abbassato le luci per farlo dormire. Ha chiamato ogni due ore perché poverino stava male e si schifava di fare i bisogni dove doveva dormire. Inutile raccontarvi i dettagli scabrosi della nottata e l’odore diffuso di allevamento e diarrea che si è propagato ovunque. Io ho dormito a spizzichi con un orecchio teso, agitatissima per quella bestiola che stava nella stanza accanto. Nella mia vita non mi sono mai occupata di nulla che non avesse un tasto on–off e questa è un’esperienza del tutto nuova e a stento sono riuscita a gestire l’agitazione al pensiero che stesse male o che io non fossi in grado di occuparmene adeguatamente.

All’alba, il tesorino si è prontamente dileguato dopo aver ronfato alla grande tutta la notte e io mi sono ritrovata sola con la piccola bestia a seguirla per tutta la casa onde evitare che toccasse cose pericolose e per pulire la pipì che distribuiva generosamente su tutte le piastrelle.

Quando Joie de Vivre e mio padre sono arrivati per conoscere il nuovo arrivato, hanno fatto giusto in tempo ad assistere alle scagazzate in salotto e in cabina armadio mentre io correvo con il Lysoform in una mano e il rotolone regina dall’altro. Mio padre si è dileguato pochi minuti dopo (e con lui erano già in due a battere in ritirata!) mentre Joie de vivre scuoteva la testa incredula e sconcertata dicendo: “stai fresca figlia mia, ma chi te l’ha fatto fare di portarti a casa questa sola?!” . In effetti, dopo diverse ore di scagazzamenti e la puzza terribile che emanava la bestiola cominciavo anch’io a farmi qualche domanda … Per fortuna Joie de vivre ha preso in mano la situazione e mi ha intimato di chiudere la belva scagazzatrice in cucina e, mentre io giocavo con lui, si è messa a disinfettare i pavimenti dell’intera casa restituendo alle stanze una loro dignità.

Mezzora dopo eravamo in attesa dal veterinario. Joie de vivre lo teneva nella piccola borsa in jeans (molto trendy comprata di fresco per portarlo in giro questi primi tempi). Lui, con il suo musetto adorabile, si guardava in giro e si agitava dentro la borsa, ansioso di perlustrare il mondo. Quando si agita fa un “chi chi chi” con la gola che fa una tenerezza pazzesca! Anche così, puzzone e malaticcio, riesce a essere adorabile!

Entriamo dal veterinario e scopriamo che ha i vermi, la colite batterica, la congiuntivite e le pulci. Al sentire la parola pulci, sia io che Joie de vivre ci guardiamo i vestiti con lo stesso pensiero: “oh my God!”. Il veterinario, il migliore sulla piazza scelto apposta per la sua ottima reputazione, mi da prontamente le medicine e mi prescrive le gocce per le pulci e la pomata per la congiuntivite. A mezzogiorno siamo di nuovo a casa. Chiudo la bestiola in cucina e metto a lavare tutti gli asciugamani e gli oggetti di stoffa che hanno toccato il piccolo pulcioso, incluso i miei vestiti prima di tuffarmi sotto la doccia (che mi prudeva la testa al solo pensiero!!)

Nel frattempo tenerlo in cucina ha aiutato perché è stato più facile intercettare il cagotto e posizionarlo sulla traversina (anche se quelle prime ore i risultati non erano entusiasmanti). Però, il lato positivo dei cuccioli così piccoli è che dormono moltissimo. Per ogni ora che fanno i matti, poi dormono tre ore. Così sono riuscita a schiacciare qualche pisolino durante la giornata, che non hanno comunque evitato di farmi scoppiare in un pianto isterico non appena, all’alba delle 18, il Tesorino si è finalmente deciso a tornare a casa! Non sapevo spiegare perché, ero stanca e preoccupata. Il cagnetto non mangiava e stava male e io non ero sicura che sarei stata in grado di prendermi cura di lui. L’angoscia mi prendeva la gola e mi sentivo molto sola e pentita delle mie decisioni. Eppure non avrei rinunciato a lui per nulla al mondo. Lo amavo già tantissimo e mi riempivo di tenerezza ogni volta che si appisolava rannicchiato sui miei piedi.

Con il tesorino a casa sembrava che tutto andasse meglio, la sera stessa faceva già i bisogni sulla traversina permettendomi di abbandonare il Lysoform per qualche ora e meritando tanti bravo e tante carezze ogni volta che faceva pipì. La seconda notte mi sono alzata ogni due ore: ogni volta che uggiolava andavo da lui e stavo li a prestargli i miei piedi per riaddormentarsi. Alla terza ho sistemato in cucina una sdraio per stare comoda anch’io. Proprio come una Nursery e la domenica ormai eravamo tutti un po’ più rilassati. Avere a casa il tesorino rendeva tutto più semplice, lui un cane lo ha già avuto e ha saputo darmi tante risposte! Ma la gestione era ancora molto fumosa e io continuavo ad avere gli incubi.

… (to be continued) …

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7 pensieri riguardo “L’arrivo a casa di Spank, 64° giorno

  1. Intanto come mai te l’hanno dato malato? L’hai detto a quelli dell’allevamento? Avrebbero dovuto sverminarli loro.. Ma va be’. Per le pulci mi vien da sorridere perché G. le ha prese due mesi fa da una fidanzatina e ad oggi non siamo ancora riusciti a debellarle completamente, che dire.. Ci si fa l’abitudine! No scherzo, però gli animali fanno passare ogni complesso inutile.
    Tempo qualche settimana e dormirà con te, altro che recinto!
    Noi appena avremo una casa con giardino (ahah!) prenderemo almeno un border collie. Voglia di cane anche da queste parti!!
    Un abbraccio grande a te e una carezza al puscioso!

      1. Mah ci sono opinioni contrastanti. Secondo il veterinario è inevitabile che si portino dietro qualche schifezza stando in campagna con cento altri cani. Suo fratello non stava così male sicché forse è lui che è delicatino amore … Cmnque non lo avrei riportato indietro. Sono troppo innamorata 😉

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