Pubblicato in: PENSIERI E RIFLESSIONI

Perché uscire dall’Euro non è un buon piano

L’altro giorno un’amica mi raccontava che, la sera prima, aveva assistito a una trasmissione TV in cui si affermava che uscire dall’Euro era un buon modo per uscire dalla crisi. La mia amica, che non si intende di macroeconomia, era confusa. Così il giorno dopo è andata su internet a cercare i buoni motivi per rimanere nell’Euro e l’unica risposta che ha trovato è stata: “possiamo andare negli Stati Uniti spendendo meno”.

La cosa mi ha lasciato perplessa. Soprattutto mi ha stupito il fatto che sia così difficile accedere a informazioni attendibili. La tematica “uscire dall’euro” si ripresenta da anni regolarmente. Soprattutto a fini propagandistici quando la situazione butta male e non si sa più cosa dire.

Uscire dall’Euro a mio parere sarebbe il disastro economico. Perché se è vero che la svalutazione potrebbe portare vantaggi in termini di esportazioni, il controllo dei moti macroeconomici sarebbe difficilissimo e le speculazioni fittizie impossibili da impedire. Facciamo ad esempio una semplice ipotesi: l’Italia esce dalla moneta unica e si torna alla lira. La lira ne esce inevitabilmente svalutata in maniera molto forte. Bene, l’esportazione potrebbe salire e magari anche i costi per le multinazionali che vogliono investire nel nostro paese. Ma che ne è dell’importazione? Il nostro paese dipende dalle importazioni per la propria sopravvivenza, basti pensare al gas dalla Russia.

Inoltre, il cambio sfavorevole porterebbe a una crisi finanziaria del paese molto grave. Per carità. Le crisi passano. In dieci anni probabilmente ci rimetteremmo in pari. E nel frattempo come saremo sopravvissuti in questi dieci anni?

Oggi possiamo andare all’estero. Senza Euro non potremo più permetterci nemmeno di uscire dal paese se non con i barconi.euro

E non ultimo, il ritorno alla moneta nazionale dovrebbe essere accompagnato da serie politiche economiche e da una classe politica forte in grado di attuare le riforme necessarie. Ma da questo punto di vista non siamo messi molto bene e sinceramente, sapere che l’Europa ci pone dei limiti, mi tranquillizza perché il rischio di finire come l’Argentina ce l’abbiamo eccome. Senza regole dall’esterno non possiamo contare su una classe dirigente in grado di traghettarci fuori dalla crisi. La corruzione e il senso di furbizia dilagante e culturalmente insito nel nostro paese ci porterebbero al crac in pochi mesi. A me lo hanno raccontato gli argentini com’è stato il loro crac economico di qualche anno fa e faceva veramente impressione. La gente ha vissuto per giorni in guerriglia, saccheggiando supermercati.

Ora, l’obiezione che mi sento dire in questi casi è: “Ma prima dell’euro stavamo meglio”. Sì è vero, io sono la prima a dirlo. Tutti noi abbiamo subito un calo del potere d’acquisto con l’euro perché la nostra moneta non era abbastanza forte da assorbirlo e perché non siamo stati capaci di attuare delle leggi che limitassero l’aumento smisurato dei prezzi. Ok, ma era il 2001. Il mondo allora era diverso. Non si torna indietro. Se qualcuno pensa che tornare alla lira significa tornare a come stavamo allora, beh mi spiace ma è un’illusione. Oggi la crisi che attraversiamo è una crisi del mondo occidentale che ha prodotto e speculato troppo e che ha a che fare con un mercato saturo non più in grado di assorbire ciò che produce. Abbiamo vissuto anni di crescita incondizionata sfruttando tutto ciò che potevamo. Oggi si tratta di ridimensionarci tutti. La crisi passerà ma vivremo in un mondo diverso.

Io non sono un’economista ma prima di affermare di voler uscire dall’euro e bene documentarsi accuratamente su tutti i pro e contro da un punto di vista micro e macroeconomico. E la questione oltre che spinosa e ben più complessa di quanto sembri.

Per chi vuole saperne di più segnalo alcuni link:

http://www.rivistaeuropae.eu/economia/costi-uscita-euro/

http://www.ilsole24ore.com/art//2013-11-21/l-inutile-propaganda-contro-euro-063928.shtml

http://www.liberoquotidiano.it/news/1255545/Ecco-cosa-succede-se-si-esce-dall-euro.html

Autore:

Segui il blog su www.ideeacolori.com

4 pensieri riguardo “Perché uscire dall’Euro non è un buon piano

  1. Le lire agirebbero come una rozza patrimoniale per imbecilli: svaluterebbero i titoli di stato della nonna, levando di torno il costo in interessi sui debiti che sta preoccupando Roma.

    Con le lire però dovremmo lasciare l’auto per andare a piedi; e goderci i furboni che hanno nascosto gli euro in Svizzera tornare qui a comprarci a metà prezzo. Più prepotenti ed arroganti di prima: da arricchiti a feudatari.

    Non potremmo allora fare una patrimoniale vera? Sui ricchi intendo: gli evasori gonfiati a miliardi evasi al fisco? Siamo pieni di nababbi (altissima ricchezza patrimoniale netta!) e ci presentiamo ai tedeschi piangendo miseria: mi si possono mai fare simili figure da somari? Ci vorrebbe solo un po di serietà…..

  2. Sono d’accordo con Claudia, il ritorno alla lira ci permetterebbe probabilmente un aumento delle esportazioni e forse il costo del lavoro italiano diminuirebbe attraendo investitori.
    Ma dal punto di vista economico sarebbe un disastro: l’inflazione, la crescita del nostro debito nazionale, l’aumento degli interessi (sui mutui e sui prestiti alle aziende) ci piegherebbero e ci schiaccierebbero.
    Non dimentichiamo infatti che la nostra bilancia commerciale è già positiva, ovvero le nostre esportazioni vanno già bene, e quindi una lira debole non ci servirebbe a risolvere i nostri problemi che sono la disoccupazione, la perdita del potere d’acquisto e la conseguente flessione della domanda interna, problemi pesantamente aggravati entrambi dalle politiche d’austerità e dalla riforna Fornero.
    Penso che il bilancio svantaggi-vantaggi della nostra partecipazione all’Europa sia positivo, sia economicamente che politicamente (pensate se Berlusconi avesse avuto mano libera il disastro che avrebbe fatto, sarebbe ancora qua a dirci che la crisi è una bugia della sinistra).
    Certo, sarebbe bello avere un’europa più politica, e un piccolo passo in questa direzione è stato fatto ieri con l’accordo sulle crisi bancarie (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-12-19/unione-bancaria-ue-accordo-raggiunto-081646.shtml?uuid=AB638yk): dal 2016 saranno le stesse banche a pagare le loro crisi (e non i bilanci statali, ovvero le nostre tasse, vedi Mps o le banche del benlux) e le loro crisi saranno guidate dall’europa.
    Questo accordo è frutto della nostra classe dirigente, che una volta ogni tanto fa una bella figura.
    Giorgio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...