Pubblicato in: APPUNTI DI VIAGGIO

The Wall is Back

Quando io e il Tesorino ci siamo conosciuti, eravamo a casa di amici. Quella sera, a tarda ora, passava in TV il film “The Wall” dei Pink Floyd. Io non l’avevo mai visto ma il tesorino era un vero appassionato, conosceva le parole, gli accordi e tutti i libri, film e documentari sull’argomento. Passammo due ore seduti sul divano, uno in fianco all’altro, mentre lui mi raccontava in dettaglio il perché e il per come Roger Waters aveva scritto queste canzoni. Io trovavo sia il film che i testi inquietanti e mi chiedevo se un tizio appassionato di quella roba fosse davvero tutto a posto con la testa.

Quattro anni dopo, cercando un regalo di Natale adatto a lui, scopro che c’è Roger Waters in concerto al Wembley Stadium di Londra. Mi ricordo il suo faccino entusiasta mentre mi racconta gli abissi della mente di Waters e mi faccio prendere da un moto di tenerezza. Con un paio di click acquisto i biglietti del concerto e gli faccio una super sorpresa!

Ed eccoci qui, ci troviamo sulla metropolitana che da Covent Garden ci porta verso Wembley Park. Ci guardiamo e ci teniamo per mano mentre aspettiamo la nostra fermata. Il Tesorino è agitato come un ragazzino. Arrivati allo stadio guarda la struttura esterna dell’imponente stadio londinese e mi dice con gli occhi scintillanti: “questo è uno stadio importantissimo”!

Seguiamo la folla ordinata. La fauna di pubblico è la più eterogenea:  sessantenni con i capelli lunghi e le braccia tatuate, gente con giubbini in jeans smanicati, gli occhiali da sole e la birra in mano ma anche coppie tranquille. Mogli quiete che, con la loro borsetta accompagnano il marito. Anziani entusiasti e ragazzi dal look alternativo, tutti con una sola cosa in comune: la passione per la musica.

Non so bene cosa aspettarmi. Entriamo nell’enorme stadio e cerchiamo i nostri posti. Il tesorino si siede e guarda il palco coperto in parte da un gigantesco muro in mattonelle, esattamente come negli spettacoli precedenti dei Pink Floyd: “Wooooow, sono posti fantastici! Sei un genio!” Esclama entusiasta schioccandomi un bacio a sorpresa. Sono contenta, ho realizzato un suo sogno e questo mi appaga più di ogni altra cosa al mondo.

roger waters2.jpgLo spettacolo comincia con esplosioni e fuochi d’artificio, un finto aeroplano ci passa sulla testa e va a schiantarsi contro il muro in un fragore di fuochi. Waters esce sul palco e la folla va in visibilio. Uno dei cinque parolieri e compositori migliori al mondo è li davanti a noi, a settant’anni ed davvero un figo! Non ho altre parole. La musica riprende il light motive di The Wall. Tutti lo conoscono, perfino io e l’attesa sale finché finalmente l’entusiasmo esplode al: “we don’t need no education …” wooow .. le immagini si susseguono sul muro che pian piano si chiude nascondendo i musicisti sul palco. Waters lo ha trasformato in un vero manifesto contro la guerra. Le canzoni incalzano una dopo l’altra. Le immagini si alternano sul muro: “take our boys at home”. Momenti di commozione si alternano all’emozione della musica che ti attraversa come un brivido. L’aria londinese è gelida ma non ci accorgiamo di avere freddo, siamo assorbiti dallo spettacolo, trascinante, intenso a tratti inquietante. E Waters ci accompagna nei suoi incubi più tormentosi fino alla liberazione e alla caduta del muro in un fragore di rumori e applausi.

Non pensavo, e invece rimango affascinata e meravigliata. Le luci si accendono e lui compare di nuovo sul palco. La gente lo ama, lo applaude e lo acclama. Davvero un’esperienza indimenticabile. Guardo il viso del Tesorino, è felice come un bambino davanti ad un regalo di Natale che ha tanto desiderato. Sì, una serata perfetta!

Roger Waters.jpg

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