Pubblicato in: APPUNTI DI VIAGGIO

Bahamas

Bahamas playa

Le isole Bahamas erano inglesi fino a 40 anni fa, quando hanno ottenuto l’indipendenza. Distano 24 minuti di volo e 90 minuti di traghetto da Miami. Per questo fa un po’ strano dover fare tutte le procedure d’imbarco internazionale con tanto di controllo passaporti, perquisizioni e compilazione di modulini d’ingresso per poterci andare.

Ma cominciamo dall’inizio. Quest’anno è stato particolarmente difficile organizzare le vacanze. Non c’erano offerte last minute e, a differenza degli altri anni, non siamo riusciti a usufruire di nessuna buona promozione. Le compagnie aeree hanno alzato i prezzi, i tour operator non hanno comprato i pacchetti e, fino all’ultimo giorno, le tariffe non sono calate quasi per niente. Il nostro obiettivo era quello di tornare in Messico un paio di settimane ma non c’è stato niente da fare. Nessun tour operator voleva venderci il pacchetto di due settimane perché speravano ancora di vendere la settimana singola. (Beh, io mi auguro che non abbiamo venduto niente e che gli sia tornato sul muso! Ma di questo parleremo un’altra volta…) Bahams Banana Beach 2

E’ così che ci siamo ritrovati a due giorni dalla partenza ad acquistare un semplice biglietto di andata e ritorno per la Florida che era stramente in offerta. Siamo arrivati a Miami di sera senza sapere bene cosa avremmo fatto per i diciotto giorni successivi. L’unica certezza che avevamo era che saremmo andati alle Bahamas (perché il tesorino ci voleva andare a tutti i costi) e a Key west (perché io ci volevo andare a tutti i costi)!

La prima notte l’abbiamo passata in un pessimo hotel (Hotel Aqua a Collins Avenue – per carità non ci mettete mai piede!!!) dove abbiamo dormito vestiti di tutto punto in attesa arrivasse l’alba per cercare qualcosa di più decente. La mattina ci siamo alzati e ci siamo rapidamente trasferiti in uno degli hotel più fighi di South Beach, il Betsy Hotel (dove andavano i Beatles e i Rolling stones negli anni ’60). Il bello del Betsy che si trova proprio all’inizio di Ocean Drive ed è giusto fuori dal fermento dei locali, così si può andarsene in spiaggia tranquillamente oppure spostarsi più giù e vivere il caos frenetico dei locali e dei negozi.

Durante questi primi giorni, abbiamo organizzato il soggiorno alle Bahamas. La prima cosa che voglio segnalare è che prenotando da Miami non si spende nulla di meno rispetto alla prenotazione da Milano. Anzi, sono ben propensi a spillarti qualche dollaro in più! Nella scelta, abbiamo accuratamente evitato Nassau, perché è particolarmente incasinata e con un turismo americano di massa che va lì in traghetto a ubriacarsi e a giocare al Casinò. L’isola più bella pare sia Eleuthera, ma il problema delle Bahamas è che sono carissime! Su Eleuthera, al di là del costo impegnativo del pernottamento, non ci sono strutture che fanno formule all-inclusive e si rischia di spendere davvero tantissimo per mangiare e spostarsi. Quindi abbiamo ripiegato su Grand Bahama che è comunque molto bella, più tranquilla di Nassau e con il mare cristallino tipico di quelle isole.

L’hotel Viva Fortuna, rispecchiava esattamente le pessime recensioni di tripadvisor: vecchio, mai restaurato e malconcio. Senza contare che gli edifici con le camere circondano la struttura centrale dove si trovano il bar e la discoteca e fino alle due di notte ti tocca di sciropparti la musica a manetta (isoletta caraibica rilassante e musica techno non si sposano granchè!;-)). Tolte queste scocciature, il resto è molto carino: mare caraibico, natura lussureggiante, palme, colori del cielo meravigliosi all’alba e al tramonto. La spiaggia di Fortuna Beach è grande e molto bella con una serie di case bellissime in legno e in stile coloniale. Con una passeggiata di 20 minuti lungo la spiaggia si può raggiungere Banana Beach che, grazie alla barriera corallina, ha l’acqua cristallina e i colori del mare più accessi. Lì, si trova un piccolo bar con le pareti dipinte con immagini che richiamano i tempi degli schiavi e un porticato in legno che si affaccia sul mare, gestito dai locali e che dà la possibilità ai pochi visitatori di mangiare e bere fra un bagno e l’altro.

Agosto è bassa stagione per le Bahamas, si avvicina il tempo degli Hurricane e i temporali sono quotidiani. Ma, al di là della pioggia che si affaccia ogni tanto e dura molto poco portando con se una piacevole aria fresca, il periodo e le maree portano a riva le alghe che restano sulla spiaggia spegnendo i colori della sabbia corallina e del fondale del mare.

Per noi le Bahamas rappresentavano il tanto agognato riposo fisico e mentale. Abbiamo passato cinque giorni a dormire e languire sulle sdraio in spiaggia. Ci voleva ed è una meta molto carina da abbinare a un giro in Florida.

Bahams Banana Beach

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