Pubblicato in: APPUNTI DI VIAGGIO

Rethimno Creta

È stato un giugno di quattro anni fa.

Io e il Tesorino stavamo insieme da poco più di tre settimane ed eravamo nella fase in cui l’ormone impazzito dell’innamoramento offusca di emozioni i sensi e la vista.

Lui era già stato a Creta mentre io non avevo mai messo piede in Grecia. Il Resort si trovava a nord dell’isola nei pressi della cittadina di Rethimno, una graziosa cittadina sul mare fatta di viuzze strette e affollate e case bianche in calce contornate di piante di Bougainvillea fucsia.

Il piccolo bungalow dava sul giardino e il colore del prato inglese contrastava con il colore blu intenso del mare della baia. La spiaggia di scogli era minuscola ma, il bello di fare vacanza a giugno è che c’è poca gente potevamo passare la giornata sdraiati al sole senza essere disturbati.

Noleggiammo un’auto e visitammo la parte est dell’isola cominciando dal palazzo di Cnosso a Iraklion, il più importante sito archeologico risalente all’età del bronzo, sotto il sole cocente della tarda mattina.

Girammo a caso, visitando villaggi fino ad arrivare a Matala, famosa per le grotte preistoriche e per la comunità di hippy che vi si stabilì negli anni ’70. Matala è una graziosa miniatura incastonata fra le scogliere con una grande scritta che campeggia lungo la spiaggia: “Today is life, Tomorrow will never come!”. Mangiammo un pesce appena pescato in un ristorantino minuscolo di un pescatore, arroccato su uno scoglio, mentre guardavamo il più bel tramonto sul mare della nostra vita.

Matala Creta

Quella settimana ci sembrò di vivere un sogno, i colori e i paesaggi di questa splendida isola accompagnarono le nostre chiacchiere e i nostri sguardi, languidi di desiderio.

Dall’Italia arrivarono cattive notizie e la mia salute non era perfetta, ma nemmeno questo poté intaccare la magia che stavamo vivendo.

L’ultima sera il Tesorino decise di portarmi di nuovo a cena a Rethimno nel grazioso ristorante “Veneto Hotel Rethymno Crete”, in pieno centro. Un localino romantico curato nei minimi dettagli che si apriva in un cortile interno arredato di tavoli e impreziosito da fiori e ringhiere. Attraverso una scala si saliva su una piccola terrazza con un tavolo privato che si affacciava sul cortile. Quello era diventato il nostro tavolo.

Mi misi un abito semplice, leggero e lungo fino a metà polpaccio con i sandali con il tacco alto. Uscimmo dalla camera e la hostess che ci vide arrivare in reception ci guardò come fossimo due divi sul tappeto rosso: “come sei bella!” Mi disse affascinata. Io la guardai sorridente. Non non era il vestito che l’aveva colpita ma la luce e la felicità che traspariva dai nostri volti rilassati e leggermente abbronzati. Eravamo felici come mai lo eravamo stati in vita nostra.

Oggi sono passati quattro anni e l’euforia di quel periodo è rimasto nel nostro cuore e ogni tanto lo rievochiamo con tenerezza e un pizzico di nostalgia. Oggi non siamo sempre così raggianti come quella sera, a volte siamo stanchi o preoccupati o nervosi. Eppure quando siamo insieme e ci abbracciamo dolcemente, tutto sembra tornare al suo posto e io mi sento una regina, proprio come quella sera. Auguri amore mio.

Creta

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