Pubblicato in: MEDITAZIONE, SELF HELP

Percorso personale

Intraprendere un percorso di crescita personale è un viaggio che comincia con piccoli passi. Il primo passo si fa quando ci si accorge che qualcosa non va, ci si sente infelici o si sta  male, cominciando a chiedersi  il perché. Da lì scattano una serie di minuscoli eventi che sembrano casualità: un libro che finisce sul proprio cammino, un consiglio di un amico che ci ascolta, uno spunto tratto da un articolo di giornale. Per caso inizia la ricerca verso se stessi e pian piano si cominciano a scoprire nuove tecniche e nuovi approcci.

Il percorso all’inizio è divertente, si ha la sensazione di capire finalmente le dinamiche e si è certi che di lì a poco tutto sarà chiaro. Poi, scavando un po’ vengono a galla i nervi scoperti e ci si accorge che si fa fatica a vedere certi limiti: era più facile dare la colpa agli altri punto e stop. Allora si comincia a stare un po’ peggio.

Le fasi “down”, quando si lavora su di sé per superare i propri limiti, sono momenti fondamentali. È come se si stesse aprendo un vaso di pandora e ogni piccola crisi serve per togliere qualche strato di autoconvinzioni limitanti. In questi momenti si pensa che forse il percorso è troppo difficile e che è meglio lasciar perdere. Ma certi pensieri hanno già intaccato il subconscio e stanno lavorando.

Se anche il percorso verrà ignorato per un po’,  accadrà prima o poi qualcosa e il percorso riprenderà il suo corso in modo quasi naturale, con un leggero innalzamento di livello. Più si tolgono gli strati e più si scopriranno cose di noi che non ci piacciono. Assumersi la responsabilità della propria vita,  capire che non è colpa di nessuno se si è infelici ma che è tutto frutto delle proprie scelte è un percorso di consapevolezza duro da digerire.

Nei momenti più cruciali di scoperta, il silenzio la concentrazione e il non farsi condizionare dagli altri è molto importante.

Se i momenti di euforia e di sconforto si potessero disegnare a onde che vanno su e giù, si osserverebbe nel disegno che l’onda è sempre un po’ meno profonda e  l’onda che sale è sempre un po’ più in alto man mano che si prosegue con la ricerca.  Mantenere la concentrazione sul proprio desiderio di stare bene a godere maggiormente della vita è fondamentale per non fermarsi.

Oggi, dopo anni di lavoro fatto su di me, mi capita ancora di giudicare gli altri. Ma un secondo dopo so che il mio giudizio non è dato da ciò che stanno facendo loro, bensì dalle mie paure. Attaccare il prossimo significa sempre che stiamo cercando di giustificare noi stessi per qualcosa che facciamo e che, dentro di noi, sappiamo che non va bene. Quindi, ogni volta che mi viene in mente un giudizio o un pensiero negativo mi fermo e mi chiedo: “perché stai pensando questo? Qual è il tuo vero problema?” Così mi metto in uno stato d’animo più positivo, mi distacco: “Quello che vedi non sei tu. Ascolta e prendi le distanze”.

Anche solo un anno fa non pensavo che sarei mai riuscita ad ottenere un tale livello di consapevolezza dei miei moti ansiogeni. Ancora oggi me ne stupisco e mi osservo quasi con il fiato sospeso nel timore di perdere questa sensibilità. Distogliersi da questi meccanismi regala un forte senso di pace e gratitudine verso la vita, e comprensione verso il prossimo. Peccato che tali sensazioni non siano spiegabili o trasmissibili. Ognuno deve fare il proprio percorso a modo suo. Ma ne vale la pena!

equilibrio

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8 pensieri riguardo “Percorso personale

  1. Cara Claudia sono felice di averti scoperta grazie a fb.
    Se posso vorrei aggiungere una riflessione riguardo a questo bellissimo percorso personale….dopo i 40 anni penso che sia fisiologico subire un’ evoluzione, una crescita, una nuova consapevolezza di noi stesse…una scoperta del nostro cambiamento chi più chi meno a seconda della vita di ognuna trascorsa e di tutti i giorni…quando si hanno figli aumentano ansie paure…insicurezze in noi stesse…forse il nostro livello di sopportazione diminuisce e si diventa più critiche, a volte anche più aggressive perchè il nostro fisico non è più quello di quando avevamo 20 anni…a volte ci lancia dei segnali che non dovremmo così spesso sottovalutare…per non ritrovarsi poi al limite, senza forze…esauste.
    E spesso mi torna in mente una riflessione nata nel corso degli anni avendo vissuto da quando ero piccola vicino ad un animale…nel mio caso ai cani…dolcissimi, bellissimi, affettuosissimi verso il padrone, ma che diventavano aggressivi arrivando anche a rivoltarsi quando….non stavano bene, .nel caso di malattie gravi….
    Ho sei figli, grandi e piccoli, so quanta forza , determinazione, grinta…c’è in ogni donna, madre o no che sia,..ben vengano i campanelli di allarme, ben vengano i momenti, giorni?,periodi?, di crisi perchè ci spingono ad un’autoanalisi di noi stesse, del lavoro fatto…senza colpevolizzare nessuno…perchè comunque rappresentano un momento di crescita se li sai affrontare nella maniera giusta e soprattutto se li sai accettare….(li devi accettare …)…ma se i cari che ti circondano, le persone della tua vita diventassero un pochino più autonomi, sia fisicamente che psicologicamente, forse questo percorso risulterebbe più breve…
    Verità nascoste sotto forma di battute a parte….penso che siamo comunque esseri umani, con i nostri pregi, difetti, limiti…ricordo una lettura quando mi sono sposata ( la prima volta) in chiesa…l’uomo e la donna sono come due canne al vento….a volte una si appoggia all’altra…altre volte viceversa…se nella coppia succedesse davvero così, se nei momenti di fragilità, debolezza l’uno potesse davvero avere il sostegno dell’altro per poi ripartire rinfrancato e deciso….sarebbe una crescita ancora più profonda…ma a volte il vento, chissà perchè, soffia sempre in una direzione….
    Un abbraccio…..

    1. Cara paola grazie davvero per le tue bellissime parole. L’affetto e la comprensione delle persone che amiamo è un forte sostegno. A volte non riescono a comprenderci ma l’importante è sapere che forse non è che non vogliono ma non possono perché il loro cammino si trova a un punto diverso dal nostro. Un abbraccio e complimentissimi per la famiglia numerosa 🙂 buona notte c.

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