Pubblicato in: MEDITAZIONE

Il sottile filo dell’equilibrio

Oltre alla concentrazione sul momento presente, c’è un’altra parte della teoria di Eckhart Tolle che mi piace molto,  e sulla quale rifletto da un po’.  Ed è quella che riguarda la forsennata ricerca di qualcosa di più che avremo domani e che ci renderà felice. Il timore di cogliere questi momenti di illuminazione e la troppa identificazione con il nostro ego fa si che cerchiamo nelle cose esterne la realizzazione personale. “non mi sento molto bene con me stesso, mi serve un nuovo lavoro o una casa più grande,  così finalmente potrò dimostrare a me stesso e al mondo quanto valgo” .. Nessuno fa un ragionamento tanto consapevole ma è vero che spesso attribuiamo a situazioni esterne una valenza fondamentale nella costruzione della nostra identità.  Ma questo non serve a niente, perché ogni cosa che otteniamo non ci porterà la serenità che cerchiamo. E subito dopo desidereremo qualcosa d’altro, qualcosa di più.  Ho vissuto a lungo così. Ponendomi sempre nuovi obiettivi sempre più ambiziosi, alla ricerca di un nuovo lavoro, un fidanzato, più soldi, una vita diversa, una casa in un altro luogo. E tutte queste cose, anche nel momento in cui le ho ottenute,  non mi hanno mai reso più felice. Non mi hanno mai dato l’autostima, l’amore per me stessa,  la serenità e l’armonia che stavo cercando.

1292753768Così ad un certo punto sono precipitata nella fase opposta.  Prendendo alla lettera le filosofie orientali sull’argomento ho deciso che, visto che desiderare altre e nuove cose non cambia nulla, imparo ad apprezzare ciò che ho e non desidero più nient’altro. Da allora sto cercando dentro di me quella pace che non ho mai trovato. La ricerca è lunga e anche fastidiosa … nonostante alcuni passi avanti e momenti di benessere i malori ritornano imperterriti,  sottoforma di malesseri fisici, crisi di pianto e sensazioni spiacevoli.

Negli ultimi giorni, mentre ricomincio le cure per la pressione bassa, mi chiedo continuamente perché mi sento sempre così stanca. E così mi sono ricordata che non ascolto più la musica, non ballo più da tantissimo tempo, non desidero nulla assolutamente nulla, mi alzo al mattino vado a lavorare faccio bene il mio mestiere visto che ne ho uno e che non cambierà mai. Il mio hobby della decorazione è rimasto intrappolato da mesi sul tavolo da lavoro dentro un bauletto che non ho mai finito. E’ come se nella mia ricerca di me stessa, nella filosofia che porta a trovare la pace dentro di se e non all’esterno avessi congelato tutti i miei sogni….

E così sono giunta ad una nuova conclusione. se l’attaccamento o la ricerca affannosa di ottenere qualcosa pensando che quella cosa ci renderà felice è fondamentalmente uno spreco di energie. Anche secondo il Tao, il desiderio è invece una cosa positiva se rimane come tale. Un soffio, un desiderio sereno che mettiamo lì come un semino e poi lo dobbiamo lasciare andare e che sia quel che sia. Avere il sufficiente distacco per non forzare nulla. La pazienza dell’osservatore …

Insomma un equilibrio sottile .. sottile come un filo che separa la saggezza dal cinismo … così sottile che non sono ancora riuscita a trovarlo. Ma per ora mi accontento di percepirlo come una consapevolezza lontana e che forse un giorno si farà sempre più chiara e gestibile.

C.

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