Pubblicato in: APPUNTI DI VIAGGIO

Domenica, si va a volare

È domenica mattina e la sveglia suona all’alba. Io sono già sveglia da un po’, l’impegno di oggi mi ha mandato in ansia fin da venerdì quando ho ricevuto il messaggio del Tesorino che, tutto contento, mi annunciava “domenica ti porto a Venezia con il Cessna”. Non ho osato dire di no, lui adora volare ed è da tanto tempo che non mi porta con sè. In passato quando aveva ancora l’ultraleggero abbiamo fatto un sacco di belle gite e, nonostante l’ansia,  mi sono sempre divertita un sacco.

“Tesoro dai alziamoci  che dobbiamo andare” gli sussurro nell’orecchio. Lui ha capito già ieri che ero un po’ in ansia, nonostante cercassi di dissimulare un grande entusiasmo

“hmhm ho sonno, ma cosa mi è venuto in mente??!!”

20120722_094923-bassa“dai che poi sarai contento …” gli dico alzandomi “vado a fare il caffè …”

Ci prepariamo rapidi per poter arrivare in orario. Una volta a destinazione, lo seguo timida dentro l’aviosuperficie mentre lui saluta i suoi amici: la signora in segreteria, il ragazzo che sta alla torre di controllo e così via.

Poi,  arriva il momento che tanto il Tesorino aspettava “vieni, ti presento Mario il mio istruttore”,  mi annuncia orgoglioso mentre lo vede uscire dall’aula con fare deciso.

Mentre si  avvicina per presentarsi, una vespa mi entra nel collo della maglietta “ahhhha aiutooooo” mi metto ad urlacchiare contorcendomi come una pazza isterica intorno al Tesorino per farmela togliere. Il tutto sotto lo sguardo stupefatto dell’istruttore rimasto pietrificato con la mano verso di me e la bocca spalancata… vabbeh, mi ricompongo e cerco di recuperare un certo aplomb mentre chiedo scusa cercando di non pensare alla mia faccia urlante: “hmh scusa ho molta paura delle vespe” dico mesta. Faccio l’indifferente e guardo il telefono mentre loro parlano delle loro cose di volo. Il Tesorino è raggiante, mi fa vedere tutti i suoi giochi come un bambino che ti porta nella sua cameretta. Sono felice di vederlo così, “dai posso farcela” penso, spinta da un ulteriore moto di entusiasmo “infondo abbiamo sempre volato. Stavolta è solo un altro aereo …” mi dico guardando il catafalco sul quale dobbiamo salire.

“Dai vieni tesoro” mi dice felice “è ora di andare”. Sorrido e mi avvio un po’ tesa verso il terribile  marchingegno. Partiamo e sembra vada tutto bene. Io sono immobile e pietrificata. Un’aria gelida mi soffia diretta sulla bocca dello stomaco. Guardo fuori cercando di respirare e di ricordare cosa mi piaceva del volare l’anno scorso. Lui ogni tanto mi guarda preoccupato. Dopo circa mezzora di volo mi sento la testa che gira, lo stomaco sottosopra non so se devo svenire o stare male. “oddio voglio scendere subito” “no stai calma” continuo a ripetere fra me e me nella ricerca forsennata di un mantra che mi distolga da questa brutta sensazione.

il Tesorino mi vede diventare verde e mi chiede “non stai bene?”

“no tesoro, perdonami ma proprio non sto bene mi sento male, malissimo.. non possiamo fare una pausa?”

“no, torno indietro, dopo diventa lunga rientrare.. meglio non rischiare”

Leggo la delusione sul suo volto e mi sento un verme viscido strisciante ..  non solo gli ho rovinato la giornata ma gli ho anche rovinato le vacanze visto che pensava di partire con l’ultraleggero: “mi dispiace, non so cosa mi prenda. Non ho mai sofferto ne il mal d’auto né il mal d’aria in passato… mi dispiace davvero”

Lui premuroso come sempre mi tranquillizza ma i miei sensi di colpa sono ancora più forti della nausea..

Arriviamo al campo ed incontriamo il solito istruttore “ma non dovevi essere a Venezia?”  chiede al Tesorino, il quale risponde “no, è stata male”.

L’istruttore mi guarda come se fossi un’handicappata totale e io mi vorrei sprofondare sotto la piastrella. Mi ritrovo lì, in mezzo a tutti quegli appassionati di volo (tutti uomini) che mi guardano con lo sguardo che dice (testuali parole) “la solita donna rompi balle che ce ne ha sempre una!” … cerco di giustificarmi bofonchiando qualche frase “beh ma ora che lo so mi munirò dei braccialetti o delle pastiglie, basta organizzarsi…” … tengo la testa bassa mentre ci allontaniamo e non oso dire che solo l’idea di salire in auto mi fa sentire di nuovo verde …

C.

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