SPANK, 17 ottobre, antistress post rientro

Dopo una settimana in Germania, impegnata in una serie di riunioni molto impegnative, rientro in casa e trovo il mio cucciolotto ancora mezzo addormentato.

Sono le 17,00 di un caldo venerdì pomeriggio, fuori ci sono 28 gradi.

Lascio la valigia in corridoio, prendo il guinzaglio e usciamo. Iniziamo a camminare per le vie del centro e poi verso il suo parco preferito dove incontriamo altri cagnolini con cui giocare. Camminiamo con calma per circa un paio d’ore. é quasi buio, le giornate ormai si stanno accorciando. Mentre rientro mi accorgo che in queste ultime due ore non ho pensato a niente, né alle mie riunioni, né alla lunga lista di cose che ho da fare. Ho solo passeggiato con il mio cucciolo, pensando a invogliarlo a camminare.

Sì, Spank è diventato un vero e proprio antistress. Prima non avrei mai fatto una lunga passeggiata al rientro da un viaggio di lavoro e, soprattutto, non sarei riuscita a staccare così tanto con la mente.

 


Standing ovation per me!

Mi siedo al bancone del bar dell’aeroporto, sono le 17 di un venerdì pomeriggio. Appoggio la mia tazza di te verde sul legno chiaro e mi guardo intorno qualche minuto.

Apro la borsa e cerco la scatoletta blu che avevo comprato ieri alla partenza. Scarto lentamente il mio Bacio perugina, lo osservo, leggo il biglietto con le stupide frasi, sento le papille gustative che si attivano e lo porto alla bocca. Mastico lentamente perchè non voglio perdermi nemmeno una delle sensazioni di piacere che provo. Questo è il mio premio! Me lo merito, la presentazione di oggi, quella per cui mi preparavo da settimane, quella del progetto più importante per l’anno prossimo a livello globale, quella che nessuno era riuscito a trovare la soluzione giusta, è stata un successo!

Il mio progetto è stato promosso a pieni voti. Non solo, tutti mi hanno regalato sorrisi e complimenti. È fatta! Mi giro a guardare gli aerei parcheggiati fuori dalla vetrata. Sarò a casa fra molte ore ma non importa … è valso il viaggio. Ora non mi rimane che ricordarmi di questo momento ogni volta che dubito di me stessa. Non vedo l’ora di raccontarlo al tesorino!

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I primi addobbi di Natale all’aeroporto di Amsterdam! :-) :-)


Il ritorno di Amico Panda

Ciao amici, sono sicura che molti di voi si stavano chiedendo che fine avesse fatto Amico Panda. Beh, vista la convivenza difficile con Spank ha deciso di passare un po’ di tempo in vacanza da Piedona. Lui e Piedona si stanno inventando un sacco di giochi e si stanno divertendo tantissimo.
Ogni tanto Amico Panda mi manda un what’s app per tenermi aggiornata:

amicopandascale

 


Giorno X, la resa dei conti

Eccomi qui, sono in Germania parcheggiata in un ufficio ad acquario in attesa di una delle riunioni più importanti della mia carriera. Faccio finta di gestire qualche email, scambio qualche battuta con un’amica via mail e saluto sorridente i colleghi che un po’ alla volta mi stanno venendo a salutare. Qui sono tutti in un grande open space e c’è un silenzio quasi inquietante. Chi parla al telefono parla piano e gli altri non fiatano, stanno in silenzio. Da noi in Italia, la gente si urla da un ufficio all’altro e, nonostante abbiamo tutti uffici separati, si sente gente che parla al telefono, che ride al caffè e un brusio di fondo costante che si placa solo dopo le 17,30.

Me ne vado in bagno e noto i cartelli appiccicati sulla porta che segnalano di non sporcare. Questi cartelli sono in tutte le filiali di tutti i paesi che visito regolarmente. Evidentemente le persone che sporcano il water quando lo usano ci sono ovunque nel mondo. Stamattina, mentre il taxista antipatico mi accompagnava sbuffando perché la corsa era troppo breve, pensavo a ciò che vedo quando vado in Germania, in Francia, in Spagna e perfino in Sud America. Con un venti per cento di adattamento locale, i messaggi formulati in un paese funzionano anche negli altri. I nostri bisogni, le paure e le abitudini variano di tonalità o di gusto ma in sostanza sono sempre le stesse. Noi umani siamo tutti uguali. Sarà stata colpa della globalizzazione? Quando andavo all’università si parlava tantissimo di globalizzazione, della perdita delle tradizioni e culture locali in nome di una standardizzazione mondiale. Eppure oggi non ne parla più nessuno. Come tutti i grandi cambiamenti storici, dopo un po’ la nuova era diventa normalità e non interessa più un granchè. In fondo la tanto temuta globalizzazione ha avuto anche i suoi effetti positiviti. Per quanto mi riguarda sto riscoprendo un nuovo gusto al viaggio. Ormai sono quella che risolve i problemi in giro per il mondo e questo se devo essere sincera mi gratifica. Una parte di me ha bisogno di questa internazionalità. Forse perché da noi a casa c’è aria di tempesta, forse perché qui fuori trovo la voglia di fare, la tranquillità sul futuro che noi in questo periodo non abbiamo più.

Intanto sono le dieci manca un’ora all’appuntamento “x”. Alla presentazione della campagna pubblicitaria più importante degli ultimi dieci anni. Se oggi va tutto bene schizzerò in classifica alla velocità della luce. Mentre se va tutto male posso salutare il pubblico e ritirarmi. Razionalmente sono tranquilla perché il progetto è valido ma, sotto sotto, sono un po’ agitata. Stanotte ho sognato che alla riunione c’erano i partecipanti sbagliati, che l’agenzia non sapeva parlare inglese e aveva incasinato tutto e che il grande capo era un ubriacone completamente rimbambito. Ora che sono sveglia, ci ripenso e mi viene da ridere mentre mi giro e saluto un altro collega che sta arrivando …

 


SPAK 10 ottobre, all’asilo

A causa delle mie frequenti trasferte,  Joie de vivre ha dovuto tenere Spank per più tempo del solito in queste ultime settimane e l’ho vista un po’ provata. Spank è un furbetto e sa benissimo come prenderla. Lei fatica a dirgli di no e gioca tutto il tempo con lui, sicchè il piccoletto se ne approftta e l’asciuga.

L’altro giorno, non appena Mamma ha aperto la porta di casa, è scappato giù per le scale e lei non riusciva più a riprenderlo. Non rispondeva se lo chiamava e scappava non appena si avvicinava. E’ riuscita ad acchiapparlo solo quando ormai era giù in cantina. E per forutna il portone era chiuso. Insomma il piccoletto è impegnativo. Ci vogliono un po’ più di regole … così ho deciso che, per alleviare l’impegno della nonna e fargli scaricare un po’ di energie, lo porterò un paio di mattine a settimana all’asilo!

Sì, avete capito giusto … No, non è una pensione … è  proprio un asilo dove può giocare con gli altri cani, ci sono attività educative e alle undici si fa la merenda tutti insieme (qui sotto potete vedere la sua adorabile schischietta!!:-))

Ecco, quindi ora per prima cosa bisognerà fare l’inserimento! Di modo che,  portandolo un po’ alla volta, il cucciolo capisce che si va lì per giocare e che poi la mamy lo torna a riprendere.

Le due tate, Francesca e Alessia, sono fantastiche e lìidea è geniale. Possono giocare e sfogarsi ma ricevono anche un’educazione soprattutto nel relazionarsi con altri cani. E il bello è che ci sono anche molti cucioli e anche altri westie e poi, i cagnolini man mano che frequentano,  si conoscono e fanno proprio amicizia … non è meraviglioso??

Sabato prossimo abbiamo la prima visita di mezzoretta per vedere che effetto fa a Spank … non vedo l’ora. Sono sicura che per lui sarà super stimolante poter giocare libero con gli altri!

schiscietta


SPANK 1 ottobre, la valigia parte 2

Al mio rientro dalla Francia, dopo tre giornate e due notti fuori, non vedo l’ora di rivedere il mio piccoletto.

Entro in casa e lui mi accoglie con le orecchie basse e la coda che va da destra a sinistra alla velocità di un’elica. Dopo dieci minuti di carezze e coccole finalmente si calma e mi porta i suoi giochi. Si vede che è agitato ma è stato benissimo con i nonni.

Joie de vivre, ad averlo con sé per più tempo, ha avuto modo di notare quanto sia assolutamente necessario mantenere la disciplina e sgridarlo ogni tanto e quanto abbia la testa dura. Ma poi è così bello che non si può proprio non viziarlo!! Ma vabbeh, fin qui tutto bene … La vera tragedia arriva mezzora dopo quando dobbiamo tornare a casa.

Metto la giacca e prendo la valigia. Non appena le ruote del trolley attaccano a fare rumore, Spank inizia ad abbaiare in modo incontrollato. Ma non un abbaiare normale. No! Quello stridulo che  rompe i timpani e che usa nei momenti drammatici (come ad esempio quando andiamo in toelettatura!)

Chiedo a Mamma di portare lei la valigia e io lo prendo in braccio sperando di tranquillizzarlo. Niente l’agitazione non si placa. Riesco a portarlo a casa senza troppo casino ma non appena entrati in casa il concerto ricomincia. Se ne sta davanti alla valigia con il naso appiccicato ad abbaiare a tutto volume. Impossibile calmarlo.

Proviamo a coccolarlo e a fargli prendere fiato ma, non appena cala di nuovo il silenzio, si sente in lontananza il trapano del vicino.   Ci mancava solo questo perché il cucciolo riparte con l’abbaiamento a manetta. OK, scatta la sgridata, le provo tutte… tiro fuori la lattina per fare rumore, provo a dire no, provo la pacca sul sedere, il biscottino … niente. Continua a fissare la valigia e ad abbaiare e a correre da tutte le parti.

Comincio a disfare la valigia per mettere a posto tutto sotto il suo sguardo vigile sperando di tranquillizzarlo. Finito il rituale, la lascio in cabina armadio bene in vista per fare in modo che l’oggetto perda di interesse. Invece no … dopo mezzora torna ancora indietro a controllare questa terribile valigia. Decido di spostarla e chiuderla nello studio. Ma Spank torna a grattare la porta senza arrendersi. Passa ancora un po’ di tempo, nel frattempo sono pronta per andare a nanna … mi sistemo sul divano e non lo sento più .. finalmente si è calmato. Lo trovo che dorme sotto la panchina davanti all’ingresso di casa non so perché … si vede che è ancora un po’ scombussolato.

Quando andiamo finalmente a dormire, prima di sistemarsi sotto il letto come suo solito, si affaccia per controllare che io ci sia ancora. Mi annusa, lo coccolo un po’ e finalmente si acquieta. Povero pizzipuzzi questo primo distacco lo ha un po’ scioccato… e menomale che era con la nonna altrimenti chissà che dramma!! …


SPANK 30 settembre, prima notte da solo

Sono le otto del mattino e mi trovo già davanti alla sede francese, pronta per la nuova avventura. Prima di entrare chiamo Joie de Vivre che, secondo i miei calcoli, dovrebbe già essere rientrata dalla passeggiata mattutina.

“Com’è andata la prima notte?” Le chiedo impaziente di sapere. E’ la prima volta che il cucciolotto passa la notte senza di me. Lei era convinta che avrebbe dormito in cucina ma sapevo che sarebbe stata una dura lotta. Lui, di dormire da solo in cucina non ne voleva sapere manco quando aveva tre mesi, figurati ora che ne ha quasi sei ed è in piena crisi adolescenziale!!!

“Benissimo!” Mmi risponde lei divertita e comincia a raccontarmi la nottata.

“Ieri sera ha dormito qui tranquillo in cucina sotto i miei piedi per tutto il tempo che ho guardato la TV. Poi, al momento di andare a nanna, ho visto che dormiva così bene a pancia in su e ho pensato che potevo andarmene senza problemi. Invece tre minuti dopo ha cominciato a grattare la porta …”

“Come da copione!! …” Penso fra me mentre sorrido divertita.

“Così sono tornata indietro, l’ho sgridato e gli ho detto di fare nanna. Quando sono tornata a letto oltre a grattare la porta ha cominciato anche ad abbaiare … insomma per fartela breve con tuo padre abbiamo deciso di lasciarlo venire in camera perché altrimenti non la finivamo più …”

“Aahahahahhhh ma noooo, ma vaaa???!!!” Rido al solo pensiero di mio padre che lascia dormire il cucciolo in camera con lui. Siamo andati oltre le migliori aspettative!

“Però poi, in camera non riusciva a trovare il posto giusto dove  dormire… Avevamo le tapparelle aperte e così è uscito sul balcone. Mi sono stressata perché non volevo girasse tutta casa a fare magari qualche danno. Così ho chiuso porta e tapparelle e gli ho detto di mettersi a dormire e di farla finita …”

“AAAHHHH, non solo il cucciolo dorme in camera ma anche a porta e finestra chiusa nella stessa stanza con voi che non sopportate il caldo???!!! Uh là là che super viziato questo cucciolotto!!”

“Beh insomma alla fine si è sistemato sotto tuo padre e non si è più mosso fino a stamattina!  Io me lo coccolo, gli do da mangiare, lo porto fuori e poi va in brodo di giuggiole per tuo padre … che carattere che ha questo cane!! …”

Io li adoro tutti e tre!! Cosa avrei dato per vedere al scena!! :-) … Entro in ufficio di ottimo umore e probabilmente mi si legge in faccia perché mi accolgono tutti sorridenti …

nanna2


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