Spankite …

Sto scrivendo poco del cucciolotto ultimamente, non per cattiva volontà ma perché sono così assorbita dal lavoro che quando ho del tempo libero lo passo a giocare o passeggiare con lui, che ha già dieci mesi e mi segue dappertutto. Qualche volta posso perfino lasciarlo giocare con gli altri cani senza guinzaglio (solo se la situazione è più che sicura ovviamente!). Lui è dolce e socievole, abbassa le orecchie e scodinzola a tutti e non è per niente aggressivo con nessun cane. Io e la nonna passiamo delle ore a guardarlo e a ridere. L’altro giorno, all’asilo, stavo spiegando a tata Francesca che Spank ha la “Mammite” perché quando sono a casa non vuole che mi allontani mai … ma lei mi ha detto che sono io ad avere la “spankite”!! J Detto questo, domenica scorsa il piccoletto si è sentito male e io mi sono sentita peggio. E’ partito tutto da una scemenza che poi si è ingigantita: la mattina, appena sveglio, ha rimesso due volte e, onde evitare che stesse peggio gli do il Peridon (un antivomito che gli avevamo già dato altre volte  e che non aveva mai sortito effetti particolari). Dopo un paio d’ore Spank ha cominciato a comportarsi in modo strano: saltellava, indietreggiava con lo sguardo fisso, abbaiava come se avesse delle allucinazioni o le vertigini. Passavano le ore e i suoi comportamenti sembrano sempre più strani. Abbiamo pranzato con Sandra e Cesare e suo fratello Attila e, per la prima volta, gli ho visto aggredire il fratello. Senza mordersi ma gli abbaiava sembrava nevrotico o spaventato. Alla fine lo abbiamo portato a casa ma non riusciva a riposare. Si vegliava all’improvviso abbaiando e non riusciva a stare fermo come se delle scosse elettriche gli attraversavano il corpicino.

Quando ho chiamato il veterinario mi ha spiegato che si trattava di un effetto collaterale del Peridon. C’è un caso su non so quanti ma pare che se gli davo il Plasil sarebbe stato ancora peggio. Io sono scoppiata a piangere come una fontana: da un lato almeno avevo scoperto cosa gli stava succedendo ma dall’altra parte stava male per colpa della medicina che gli avevo dato io.

Lo abbiamo lasciato riposare fino al mattino dopo. Secondo il medico le allucinazioni sarebbero termianate al massimo dopo 24 ore. In realtà è rimasto stranito fino a lunedì sera ma a partire dal martedì stava di nuovo bene ed è tornato ad essere completamente se stesso. Che spaventassimo … attenti alle medicine, loro non sanno spiegare cosa gli succede poveri piccoli. Altro che spankite, ho perso dieci anni di vita!!!

 


Spank e la scatola dei giochi


Spank e il cestino malandrino

Una mattina Spank era molto occupato a giocare con il cestino del bagno. Stava tranquillamente tirando fuori i fazzoletti di carta quando il cestino gli si è improvvisamente chiuso sul naso facendo un gran baccano. Da quel momento, ogni volta che passa in bagno, aggredisce il cestino … diventato suo acerrimo nemico!! E non c’è modo di fargli capire che il cestino non si muove per propria natura ma perchè lui lo spinge con il muso!!! ….

Che cuor di leone il nostro cucciolotto …


Punto di svolta

Quando ho presentato il libro “Crisi? E io Cambio!” qualche settimana fa, una cara amica mi ha chiesto: “ma quindi tu sei riuscita a dare una svolta?” È stata una bellissima domanda perché, in effetti, non ci avevo ancora pensato in questi termini … e la mia risposta è stata orgogliosamente “sì”.

Ho dato una svolta, non nel senso che ho buttato tutto all’aria e ho cambiato tutto, vivo ancora nella stessa casa, ho lo stesso fidanzato e lavoro nella stessa azienda. Eppure ognuno degli elementi che compongono la mia vita è cambiato, ha preso vita e si è riempito di significato. Ho dato una svolta al mio modo di essere e di vedere la vita e le cose che accadono, e soprattutto è cambiato il mio modo di percepire me stessa. Sto imparando a darmi il giusto valore, a trattarmi bene e a consentirmi di ottenere i miei obiettivi divertendomi. Non sto facendo tutto da sola. È un percorso lento e lungo e a volte mi è sembrato di essere sempre allo stesso punto. Non è finita … sarà lunga e cadrò ancora ma per ora sono qui e di questo ringrazio tutte le persone che mi hanno aiutato (e a volte sopportato) e anche il mio Spank che mi ha insegnato che la priorità assoluta nella vita è “giocare”! E nel momento in cui si gioca non si deve pensare ad altro (perché lui altrimenti se ne accorge!!! ;-)

crisi e io cambio

 


Amico Panda amici

amico panda amici


Capire le regole del gioco

Negli ultimi anni mi sono chiesta spesso cosa avrei potuto fare di diverso per reinventarmi professionalmente (non a caso ci ho scritto un libro). Il mio lavoro era a tratti noioso e spesso privo di progetti dinamici. Pensavo fosse una sindrome che faceva parte della mia posizione in quanto tale e che non avrei mai più trovato stimoli in vita mia!

Poi il vento è cambiato, ho lasciato perdere e mi sono detta che qualcosa avrei pur fatto (in fondo perché soffrire!) e un’occasione mi si è parata davanti. Nel momento in cui mi sono detta: “ci siamo, questo è il punto di rottura!” Il vento ha improvvisamente cambiato rotta. Forse era semplicemente il momento giusto, forse ero pronta o forse, quando abbassiamo tutte le difese e pensiamo di non avere più nulla da perdere, riusciamo  a cogliere opportunità che prima non riuscivamo nemmeno a vedere.

In realtà il susseguirsi degli eventi è stato quasi casuale. Mi sono giocata la partita e, per la prima volta, non mi sono frenata per la paura. Non ho pensato “e se poi non ce la faccio??”

No, mi sono detta: “ci provo e vada come vada!” Da lì è stata un’escalation di colpi messi a segno e, se ci ripenso,  è stato anche grazie a tutto il lavoro che ho fatto su di me negli ultimi anni. Tutti quei mesi, tutte quelle parole scritte, le notti a pensare, gli esercizi, il coaching, la psicologa, la meditazione, i corsi di leadeship. Tutto ciò che ho messo in campo in questi anni è riemerso e mi ha aiutato, come vento che ha gonfiato le mie vele.

Loro non sono cambiati, le regole del gioco sono sempre le stesse! Ma io sì che sono cambiata. Ora so che sto solo giocando una partita e non ho più paura di non essere all’altezza. Oggi mi dico che ho il diritto di divertirmi e non penso se andrà bene o male perché so che avrò fatto comunque un passo avanti, per me e per la mia vita.

Fino all’anno scorso soffrivo di attacchi di panico da viaggio. Ogni volta che dovevo fare un tragitto entravo in ansia tre giorni prima e puntualmente mi sentivo male ogni volta che mi trovavo in auto o in aereo. Mi mancava l’aria e mi sentivo svenire.  Ora  prendo  aerei e treni in continuazione, faccio chilometri in macchina. Non che mi piaccia eeeh, ma mi dico che se sta capitando ora è perché è giunto il momento di superare veramente le mie fobie. E alla fine di questo nuovo viaggio forse sarò in vetta o forse no, ma sicuramente avrò messo in gioco qualcosa di me. Qualcosa per sentirmi realizzata e soddisfatta, senza nascondermi dietro ai dubbi. Avrò dimostrato a me stessa che almeno ce l’ho messa tutta e ho avuto il coraggio di buttarmi in una nuova avventura. Io che in passato ho rinunciato a tante sfide per paura, questo è il mio vero “challenge” di quest’anno.

Per ora eccomi qui, in una super agenzia pubblicitaria di Parigi, a lavorare a una campagna divertentissima e mi sembra di vivere in un film. A volte sorrido e mi dico: “hey, sta succedendo proprio a me?!” E ho capito che il problema fin dall’inizio non era il lavoro in sé ma non aver scelto di farlo nel posto giusto e aver accettato di lavorare con persone che non credevano me. Mi sentivo al sicuro nella mia noiosissima zona di comfort eppure, il giorno in cui ho messo il piede fuori ( con tutto ciò che ha comportato come shock!),  ho scoperto un mondo molto più divertente di quello lamentoso in cui vivevo prima!


Spank e il furto nel ripostiglio

Sono sotto la doccia, una mattina come tante altre, quando sento uno stock provenire dal soggiorno … dopo pochi secondi ancora: sto-tock … mah … finisco di sciacquarmi e chiudo l’acqua.

Lo chiamo: “Spaaaank, dove sei? …”  …. nessun segno di vita.

Ormai lo conosco fin troppo bene: quando non arriva al richiamo è perché ha in ballo qualche marachella … m’infilo l’accapatoio e vado in soggiorno, nella penombra lo trovo sul suo cuscino accanto al divano … poco più in là vedo la spazzola in legno per lucidare le scarpe  …

“Che ci fa la spazzola lustrascarpe quiiiii???” Gli chiedo mentre mi giro a guardare il ripostiglio … ha imparato ad aprire le porte, se non sono chiuse più che bene le  spinge con le zampine e le apre quel tanto che basta per poter passare questo delinquentello.

Entrato nel ripostiglio ha probabilmente annusato un po’ al buio e gli è capitato sotto il naso la scatola con i prodotti lustrascarpe e la spazzola in questione …

beh … almeno non ha preso i tubetti … Me la riprendo e la rimetto a posto cercando di non farmi notare mentre rido sotto i baffi  … lui mi segue perplesso e un po’ deluso. Gli si legge in faccia cosa sta pensando: “uff, dopo tutta sta fatica mi requisiscono il bottino. Non è giusto eeehhhhh!!!”

Lo sgido e me ne torno in bagno … ma come si fa a non ridere con questo musetto????? :-D

Spank dicembre 2014 2

 


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