Spank 6 agosto, 120° giorno

Oggi abbiamo passato la giornata con Sandra e Cesare a Baia Verde (Gallipoli), anche loro in vacanza in Salento con il piccolo Attila. Quando siamo saliti in macchina stamattina, Spank si è sistemato comodo e ha subito cominciato a sonnecchiare pensando forse che sarebbe dovuto stare lì dentro per altre sedici ore. Invece dopo un’oretta di viaggio e di nanna siamo arrivati al lido dove ci aspettavano gli amichetti. Non abbiamo fatto in tempo a salutarci che i due cuccioli si stavano già rotolando uno sopra l’altro sotto il tavolino del bar. Sono andati avanti ininterrottamente anche sotto le sdraio al fresco a giocare a mordersi e a scavare buche alla ricerca di sabbia fresca. Ogni volta che gli guardavo il muso erano impolpettati di sabbia. Solo ogni due ore facevano una pausa per  schiacciare un pisolino muso a muso sotto i nostri piedi.

La sera è stato divertentissimo correre per i vicoli di Gallipoli con i cucciolotti che ci seguivano facendo a gara a chi arrivava prima. Spank è arrivato a casa così sfinito che si è addormentato senza fiatare e nel sonno continuava a giocare con il suo fratellino!

 


autovalutazione

Quando mi interessa un argomento e voglio saperne di più una delle prime cose che faccio è: andare in libreria!  Negli ultimi mesi ho cercato molto sull’arte di “reinventarsi” professionalmente. In libreria nel settore psicologia/scienze umane, sezione dedicata alle risorse umane, ho trovato molti libri sulla carriera.

Nel 2012 e 2013 poi sono stati pubblicati libri aggiornati alla difficile situazione professionale che viviamo oggi. Alcuni forniscono idee o esperienze e alcuni hanno anche varie tipologie di test di autovalutazione.

Ne ho comprato uno specifico con un lungo file di domande che si chiama “test di autovalutazione professionale”. Ormai è inevitabile che l’invio semplice dei curriculum non è più sufficiente. Bisogna reinventarsi in modi più creativi ma per poterlo fare ci serve di capire cosa siamo capaci di fare. Non è semplice acquisire la consapevolezza dei nostri punti forti, punti deboli e delle nostre aree di eccellenza. Queste ultime fanno parte dei nostri talenti, le cose che ci viene naturale fare e che pensiamo siano scontate.  Questi test sono scientifici, esercizi e moduli che vanno compilati per accedere a dei risultati predefiniti.

Un metodo di questo genere non può dare risposte miracolose ma almeno ci aiuta a pensare veramente a cosa sappiamo fare e quali sono i nostri obiettivi. Possono essere un valido spunto in quei casi in cui non si sa da che parte cominciare.

Se vi capita di provarci fatemi sapere come vi siete trovati. Good Luck!

snoopy5


Spank 5 agosto, 119° giorno

Io e il tesorino non desistiamo. Vogliamo far abituare Spank all’acqua e ci è venuta l’idea della piscinetta gonfiabile. Se non altro pucciare le zampine lo rinfreschera’. Ne abbiamo comprato una bellissima stamattina … (anche se mentre la stavamo pagando avevamo la chiara percezione che il coccodrillino a casa non ci avrebbe messo molto a farla esplodere!)

Nel tardo pomeriggio ho messo un fondo di acqua e ci ho messo i suoi giochi e il pallone (quello grosso che gli piace tanto!) e a forza di provare siamo riusciti a farlo entrare. All’inizio era un po’ schifato ma pian piano mi sa che ha cominciato a piacergli … All’inizio non l’ha morsa la piscinetta. Poi ha bucato la parte superiore. Ma è ancora utilizzabile, anzi ora è più bassa e riesce ad entrare e uscire meglio … non so se si è divertito più lui o noi, ma comunque secondo me è stato proprio un bel gioco. Domani ci riprovo!! :-)


Spank 4 agosto, 118° giorno

Abbiamo fatto qualche tentativo, siamo stati in Spiaggia e in paese a perlustrare la zona ed è chiaro che Spank non sopporta assolutamente il caldo! Portarlo al mare con noi durante il giorno significa infliggergli una sofferenza inutile. Così abbiamo deciso di sfruttare le ore più fresche e lo portiamo a giocare sulla sabbia solo all’alba dalle sei e mezza fino alle otto prima che arrivi il sole.

Quando arriviamo in spiaggia il rituale è sempre lo stesso. Spank si spancia e ficca il muso nella sabbia fresca facendo andare le zampine come se fosse atterrato su una nuvola soffice. Stamattina ci è voluto un sacco di tempo per raggiungere l’ombrellone. Pensavamo anche di fargli fare il bagno in mare ma, nonostante lo show con i piedi in acqua a saltellare come scimmie per una buona mezzora, ci siamo dovuti arrendere di fronte all’evidenza che lui non si vuole bagnare manco le zampe! D’altronde costringerlo a entrare in acqua non ha molto senso. Sicchè lo abbiamo lasciato giocare in pace sulla sabbia umida con un Levriero di un anno che passava di lì con la sua padrona.

Siamo stati fortunati, lo stabilimento accetta di buon grado i cani e gli ospiti non sembrano infastiditi dalla presenza di Spank. La ragazza friulana con il Levriero invece ha già avuto qualche problemuccio in altri stabilimenti. Stavamo conversando tranquillamente mentre i cani giocano quando ci raggiunge una signora ben piantata che osservava i cani già da un po’: “Che razza è?” Ci chiede indicando Spank.

“Un west highland, ma è piccolo ha quattro mesi.”Rispondo io temendo qualche lamentela.

“E’ davvero bello!” esordisce lei: “questo sì che è un cane che mi piace, non come quell’altro che è brutto!” indicando il levriero che, al contrario, è un bellissimo esemplare. La ragazza dissimula la sua sorpresa rispondendo un: “grazie signora” con un sorriso a denti stretti. Ma ciò non serve a farla desistere: “scusi sa, ma io le cose come le penso le dico e il suo cane è veramente brutto! Lei è una così bella ragazza, è un peccato che va in giro con questa cosa brutta …”

Io e il Tesorino, restiamo attoniti e non sappiamo più da che parte guardare mentre la ragazza saluta frettolosamente per allontanarsi. Cerchiamo gentilmente di liberarci della signora e riportiamo Spank all’ombrellone mentre lei continua e rincarare i commenti sul levriero … Alla faccia della sensibilità! ma non lo sa che i pelosetti sono piezze core??!! …


Presentazione del libro di Marco Gui

A luglio, con la Dani, siamo state alla presentazione di un libro. Ci siamo andate per due motivi: il primo era che volevo vedere la presentazione di un libro (così per il piacere di sognare! ;-)) il secondo che il libro in questione si intitola “A dieta dei Media” ed è stato scritto da Marco Gui, ricercatore in Sociologia dei Media all’università di Milano Bicocca e che, da anni, studia il modo in cui le persone usano i mezzi di comunicazione. (E come potevo perdermi un  un suo intervento a un chilometro da casa?!).

Il suo libro parte dalla premessa che la rivoluzione digitale, se da una parte sta offrendo enormi opportunità, dall’altra sta generando negli utenti delle forme particolari di disagio causate dal cattivo utilizzo. È dato, infatti,  che i nuovi media sono pervasivi: abbiamo la connessione permanente e viviamo in una condizione di “sovrabbondanza comunicativa permanente”, così la definisce. Siamo, cioè, permanentemente oggetto di ricezione di potenziali emissioni di informazioni. Il libro si intitola, “a dieta dei media” perché tale sovrabbondanza di informazioni viene paragonata alla sovrabbondanza di consumo di alimenti e ai conseguenti problemi di obesità.

Un americano medio con un lavoro davanti al pc rimane davanti agli schermi circa 11 ore al giorno. Le ricerche hanno inoltre dimostrato che lo schermo (l’immagine in movimento della tv e dei pc) creano dipendenza. Al momento di spegnere la televisione, ad esempio, c’è un calo dell’umore causato dal fatto che ci si accorge di aver perso più tempo di quanto si desideri in attività poco significative. E questo fenomeno si intensifica nel caso dei social network o della navigazione libera su internet. I nuovi media, inoltre, generano un continuo spostamento dell’attenzione da un focus all’altro. Mentre lavoriamo su qualcosa abbiamo messaggi da un’altra parte. La frammentarietà dell’uso del tempo, spezzetta la nostra attenzione generando anch’essa stress e disagio.

Gui, in conclusione, non punta il dito contro i nuovi media, anzi al contrario. Ma sottolinea l’esigenza di saper gestirne in modo consapevole l’utilizzo in termini di tempo, di selezione delle informazioni e di approfondimento degli argomenti, al fine di evitare di arrivare alla sovrabbonzanza di consumo che, come ogni esagerazione, porta le persone a manifestare disagio e non benessere.

Io il libro alla fine l’ho comprato perchè l’argomento mi interessa molto. Sempre più di vedono ricerche e statistiche che misurano il nostro livello di benessere in base all’utilizzo dei media digitali. Ma un social è un social e un blog è un blog. Bisogna lasciare che siano quello che sono e non devono sostituire la nostra vera vita là fuori.

 


Amico Panda a lezione di guida

amico panda e la patente

Da quando Spank è arrivato a casa, Amico Panda preferisce uscire. Non si può dire che vanno davvero d’accordo. Spank gli morde le orecchie e lui ogni volta si offende. Sicchè ora sta andando a lezione di guida per fuggire il più possibile dalla piccola belva…


Spank 3 agosto, 117° giorno

Sono le cinque del mattino del nostro primo giorno a Porto Cesareo. Apro la porta di ingresso che da sul giardino e mi fermo un momento a guardare il mare al di là della siepe. Spank mi guarda con aria interrogativa, ancora in attesa delle sue coccole mattutine. Lo prendo in braccio e gli faccio vedere la distesa di acqua azzurra. Lui alza la testolina e annusa l’aria, con aria interrogativa, prima di girarsi per leccarmi la punta del naso.

Arrivare qui ieri è stata una vera odissea. Avevamo studiato la partenza intelligente per il primo sabato di agosto e la sveglia avrebbe dovuto suonare alle quattro mentre, invece, ci siamo svegliati di soprassalto alle sei, consapevoli che il nostro piano era andato in fumo. Ci siamo alzati di corsa, abbiamo svegliato il piccolo e preso le ultime borse. Spank, frastornato da tutta quell’agitazione sconosciuta ha cominciato a correrci fra i piedi preoccupato di essere lasciato a casa. Non appena il tesorino ha aperto la porta per portare giù le ultime cose è scappato su per le scale verso casa della nonna. L’ho trovato pochi secondi dopo davanti alla sua porta d’ingresso che faceva una bella cacca sul suo zerbino. Ho tirato al volo su lui e lo zerbino per correre giù a lavarlo prima di partire e finalmente alle sei e mezza eravamo in auto. La coda è cominciata già al casello di Melegnano e siamo riusciti a superare Bologna soltanto verso mezzogiorno e mezza. Ero un po’ preoccupata che il viaggio fosse troppo pesante per il piccoletto che, invece, ha dormito placido tutto il tempo. Siamo arrivati a Porto Cesareo alle dieci di sera, esausti e accaldati. Il tempo di scaricare le valigie e allestire l’angolo di accoglienza per Spank che siamo usciti verso la spiaggia per fare una bella passeggiata tonificante. Spank, nel calpestare la sabbia morbida si è così entusiasmato che ha cominciato a correre dappertutto contento. Oggi avremo tutto il giorno per organizzarci e cominciare a conoscere il posto. Per Spank ci saranno un sacco di cose nuove da conoscere…

 


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