Spank 7 luglio, 88° giorno

È lunedì mattina, sono in ufficio e mi sento come fossi appena uscita da una centrifuga! Mentre sono qui a cercare di fare il punto della situazione sulle mail di lavoro e sulle scelte della mia vita, le immagini di questo weekend appena trascorso mi tornano alla mente come flash.

Sabato abbiamo portato Spank da Veronica, l’addestratrice, per fare la valutazione sul “puppy class” (il corso dei cuccioli) insieme a suo fratellino Attila. Non appena l’addestratrice lo ha visto, ha capito che Spank ha un carattere difficile. Ci ha tenuto quaranta minuti, abbiamo parlato del nostro stile di vita, degli orari e dei comportamenti del piccoletto che, a oggi, non capisce i no (proseguendo imperterrito su quello che sta facendo), non viene quando lo chiami e detesta farsi maneggiare.

“Il cagnolino è molto indipendente ma anche insicuro, ora sta cercando il suo ruolo all’interno della famiglia ed è fondamentale che stabiliate bene i ruoli di leadership altrimenti rischiate, fra qualche mese, di avere un cane ingestibile, impossibile da portare in giro e potenzialmente aggressivo.” Questo è stato il drammatico verdetto. Veronica ci ha insegnato qualche trucchetto per fargli capire i no e a lasciarsi manipolare. Questo sarà il nostro compito fino a sabato prossimo quando ci rivedremo per la prima lezione vera del corso.

Nel frattempo, il suo fratellino Attila, arrivato al campo senza guinzaglio, seguendo da bravo Sandra e Cesare, pulito, educato e ubbidiente. Attila corre quando lo chiami, trotterella dietro i suoi padroni, cammina instancabile, si ferma quando gli dicono no, non abbaia, si fa coccolare ed è molto affettuoso. Per loro niente addestramento, non è necessario “il cane è perfettamente gestibile e ha un buon carattere! …”

Ecco … ora potete farne tutte le deduzioni che preferite … per quanto mi riguarda posso dirvi che ho ancora i bruciori di stomaco … avete presente quando andate a scuola e vi dicono che vostro figlio è un ragazzo intelligente ma una specie di teppista vandalo, mentre di fianco a voi c’è il ragazzino più educato e gentile del pianeta?? Ecco … evidentemente non sono una buona educatrice, ma questa non è una novità. Non sono mai stata capace di gestire nemmeno i pesci rossi …  figurati un cucciolo! … “Basta dirgli di no in modo deciso!”, “infondo gestire un cucciolo non è difficile!”, “non è colpa tua è il carattere … ” e via così. Frasi sparse che mi risuonano nelle orecchie mentre penso al giornale (che ho usato senza successo) e alle sgridate che gli ho dato anch’io ma che, con lui, non hanno sortito alcun effetto.

Ieri mattina, ci siamo svegliati  decisi a far diventare la nostra piccola peste il cagnolino ben educato che desideriamo. Abbiamo applicato qualche regola insegnataci al campo e, in effetti, qualche risultato si è visto. Lui è rimasto un po’ perplesso dalle nuove norme ma, per tutta la mattina, ci ha seguito buono buono. La situazione è degenerata solo al pomeriggio, dopo un paio d’ore che giocava con il fratellino, durante la gita al parco di Monza. I due piccoletti, quando sono insieme, giocano un sacco e si divertono ma, ad un certo punto, salta sempre fuori la zuffa e indovinate chi dei due è l’attacca brighe? Il nostro ovviamente!!! … Così lo abbiamo preso di peso un paio di volte per farlo calmare e lui, nella foga, ha morso il tesorino … non lo ha fatto apposta, stava giocando però è stato sgridato a dovere e, per tutto il resto del pomeriggio ha dato al fratellino solo tanti bacini … mi sa che  avremo un bel pò di lavoro da fare nei prossimi giorni …


Spank 2 luglio, 83° giorno

È un tranquillo mercoledì ed è la prima settimana di Spank senza la nonna che va a giocare con lui ogni due ore. Lunedì e martedì, dopo aver passato da solo gran parte della giornata, mi ha tenuto il muso per un po’, ma poi è venuta Piedona a giocare e lui si è fatto prendere dall’entusiasmo, sicchè stamattina era stanco e tranquillo quando sono uscita di casa.

“Si vede che pian piano si sta abituando … ” sospiro fra me e me mentre, durante la pausa pranzo, torno a casa in auto per verificare la bestiola. Entro in casa e sento silenzio … niente uggiolamenti o grattate di porta … apro lentamente la porta della cucina e il piccoletto mi accoglie sbadigliando. Si vede che dormiva. Percepisco subito l’odore pesante della stanza ma non guardo e mi concentro su di lui, che mi lecca i piedi scodinzolando e si fa coccolare sdraiato a pancia in su. Finiti i convenevoli alzo lo sguardo ed entro in cucina. La prima cosa che vedo è la mia giacca Geox per terra … ci metto qualche secondo a capire poi giro lo sguardo e vedo la seconda traversina semi distrutta e piena di cacca. Tiro su con due dita la mia giacca e lui alza le zampine con lo sguardo che mi dice:”giochiamo?” mentre noto sconcertata le macchie di cacca sulla giacca, sul pavimento e su di lui. In un attimo il film dell’accaduto si delinea nella mia mente. La giacca era appoggiata sulla sedia troppo in alto perché potesse raggiungerla senza saltare. Probabilmente ci ha messo un sacco di tempo ed energie per tirarla giù (che spiegherebbe il sonno!) e poi deve averla trascinata ed essere accidentalmente è inciampato sulla cacca.

Ecco, chiarito questo devo far fronte al disastro e anche velocemente che ho poco tempo. Il problema è che a mezzogiorno non sono propriamente vestita per sistemare questo genere di disastri. Do una pulita al pavimento, elimino la traversina, infilo la giacca in lavatrice e lo porto in bagno per lavarlo a suon di acqua calda e aceto. Il tutto cercando di salvaguardare i miei pantaloni firmati mentre lui mi mordicchia le mani per giocare. Mezzora dopo sono in macchina che torno in ufficio pensando che sarà meglio sterilizzare la stanza ulteriormente, tipo far sparire i cuscini sulle sedie e tutto ciò che è facilmente azzannabile … “amore di Mamma, menomale che ti adoro altrimenti ti avrei lanciato fuori dalla finestra, tesorino bello!!!” … Chi l’avrebbe mai detto che avrei affrontato una scena del genere senza farmi venire una crisi isterica???!!! …

 

 


Spank 24 giugno, 76° giorno

Ieri proprio non ce l’ho fatta più e ho smantellato il recinto! Tanto ormai non lo chiudiamo più, lui non fa altro che masticarlo e ingombra un sacco. L’ho smontato, ho lavato bene tutto, ho posizionato il trasportino in un angolo per lasciare alla piccola palla di pelo un suo spazio e ho riportato finalmente in cucina tavolo e sedie (almeno potrò ricominciare a mangiare seduta a tavola e non in piedi davanti al lavello fra un gioco e l’altro.). Lui si è spaventato moltissimo mentre spostavo i mobili, ma per confortarlo gli ho dato un bel cuscino morbido e un nuovo gioco con le palle da calcio. Il cuscino per lui è una cosa del tutto nuova. I primi giorni non voleva saperne di stare così in alto, preferiva le piastrelle o i teli mare. Ieri invece ci si è sdraiato sopra e sembrava apprezzare, anche se quando sta li sopra ha un equilibrio precario e ogni volta che si gira si ribalta all’indietro sul pavimento.

Dopo aver spostato i mobili, insieme alla nonna, gli abbiamo dato una bella pulita con acqua e aceto e lo abbiamo spazzolato bene bene.  Così gli è venuto il pelo bianco e puzzicchia un po’ meno.  Ho deciso che non voglio traumatizzarlo con un bagno proprio adesso, ci penseremo quando compirà 3 mesi!

Tra pulizie e cambio di cuccia ieri sera mi è sembrato un po’ scocciato ma stamattina sembrava già molto contento del suo cuscino e nemmeno il diluvio universale e i tuoni fuori lo hanno distratto dal nuovo gioco con i palloni da calcio!

nuovo gioco

 


Amico Panda e la lettura

amico panda e i libri

Amico Panda si iscritto “all’associazione per la difesa del diritto allo studio dei Panda”  … d’altronde dove è scritto che un Panda non può amare i libri????


Spank 24 giugno, 75° giorno

Dopo dieci giorni di convivenza posso tirare le prime somme! Tutti lo dicono: avere un cane è un impegno. È vero e io posso dirlo perché non mi sono mai occupata di nessuno se non di me o del tesorino che, in quanto adulto, ha una capacità di autogestione notevole. Il mio cucciolotto di 75 giorni invece mi ha ribaltato la vita, la casa e la psiche. Una centrifuga di emozioni della quale non ero in realtà del tutto consapevole finché non mi ha guardato con i suoi occhioni neri interrogativi.

Spank ora è già un po’ più grande, se guardo i video di quando l’ho portato a casa vedo la differenza. Ha le orecchie più dritte, interagisce di più, ha i dentini più aguzzi e il pelo più bianco. Avere un cane è impegnativo ed è vero che non bisogna prendere un cucciolo solo perché è carino. Per accudirlo ci vuole molto amore e pazienza. La desideravo da due anni questa piccola palla di pelo e ora non ricordo più com’era la vita prima che arrivasse lui a mettermi a soqquadro la cucina (e secondo me nemmeno la nonna se lo ricorda a giudicare dalle loro lunghe conversazioni!! ;-)).

A questo penso mentre in pausa pranzo mi precipito all’Arcaplanet a comprargli le traversine e la spazzola. Accessori che non possono certo aspettare fino a stasera!

 

musetto

PS: in questa foto mi ricorda tanto Idefix di Asterix e Obelix :-)


Spank 23 giugno, 74° giorno

Sono le 7,34 di lunedì mattina. Ci siamo svegliati tutti alle sei e sono già pronta per uscire. Sono riuscita a farmi la doccia in perfetto orario, la piccola palla di pelo non ha fiatato e gioca da bravo sul pavimento della cucina. Da quando non gli chiudiamo più il recinto e lo lasciamo libero è più tranquillo anche se rimane da solo. Mi siedo accanto a lui e lo accarezzo un po’ per cercare di farlo addormentare quando suona il campanello di casa. È Joie de Vivre in pigiama con una pigna di panni stirati in mano. “Come sei mattiniera?!” Le chiedo mentre entra spedita in casa.

“Sono venuta a portarti i panni … e poi devo vedere il cucciolo!” Ieri, domenica, non si sono visti. Pensavo di far bene dandole tregua ma, invece, credo che abbia sentito la sua mancanza. Da oggi si comincia il training “stare da solo a casa per più ore rispetto alla settimana scorsa”. Lei partirà per le vacanze sabato e il piccolo dovrà abituarsi a stare da solo fino all’ora di pranzo.  Esco di corsa approfittando del baby sitting. Mi sento tranquilla, so che lui è in buone mani e  l’ansia si sta placando. Stanotte sono riuscita perfino a dormire tutta la notte, senza svegliarmi di soprassalto in preda a qualche incubo su potenziali pericoli per il mio cucciolotto.

Ore 19,30 arrivo a casa. Come previsto, lui è stato bravo tutto il giorno.  Ma … (e qui casca il ma) …  al mio arrivo non mi fa le solite feste … no, mi tiene il muso e mi mordicchia i piedi abbaiando. È arrabbiato con me: capito la piccola peste? …. Ha fatto il matto per un’ora saltellando a destra e a manca e facendo il sostenuto finché non gli è passata … io lo guardavo perplessa e anche un po’ sfinita … ma d’altronde dovrà pure abituarsi???!!! noooo??? ….

cuccia

 


Persone speciali

Qualche settimana fa, ho guardato un servizio su Rai tre dedicato a Papa Bergoglio e alla sua storia. Il programma, che ha per sua natura un forte approccio storico, ha attraversato i fatti della sua vita,  inserendoli nel contesto e nei problemi socio-politici dell’Argentina,  paese fatto di contrasti quali la dittatura, i desaparecidos, le madri di Plaza de Mayo e poi ancora le crisi economiche e le lotte di potere. Ha, senza dubbio, una personalità carismatica e una capacità di leadership innata. Ma quello che mi ha colpito moltissimo nel racconto è stata la sua perseveranza. Nonostante i contrasti con governi difficili, le contestazioni o i dissensi, ha portato avanti la sua idea di stare vicino al popolo e, grazie alla sua autorevolezza, è riuscito ad apportare grandi cambiamenti nella chiesa oltre oceano e, probabilmente, li porterà anche in Vaticano. Una persona semplice, fedele a se stessa, con una grandissima capacità umana di entrare nei cuori delle persone.

Nella storia ci sono state persone speciali che hanno saputo davvero fare la differenza. E, queste persone, sono al di sopra dell’essere umano comune con i suoi abissi e le sue paure. Le considero come “illuminate” e venute al mondo per indicare la strada da seguire, per aiutare chi ne ha bisogno. Ecco, non sono credente e ne parlo con la stima e il rispetto che merita, come di altri grandi personaggi della storia che tutti conosciamo. Non ho dubbi sul fatto che stiamo assistendo all’operato di una persona che lascerà un grande segno nel mondo intero. Lo ha già fatto in Argentina in tutti questi anni. E questo mi rasserena perché in tempi in cui, ogni volta che accendi la tv, vedi e senti storie di ingiustizie, cattiverie, morte e bugie, sapere che esistono persone come lui, che portano avanti un messaggio concreto di aiuto al prossimo e di bontà, mi fa pensare che, quando il mondo sembra andare a rotoli, accade qualcosa che può aiutare a ritrovare un senso e una retta via. Mi auguro con tutto il cuore che sia così.

E vi consiglio di guardare il documentario se lo trovate su internet (La Grande Storia Rai tre 29/5/2014) perché è molto interessante anche per capire l’Argentina, un paese che ho imparato a conoscere e ad apprezzare come fossero cugini, lontani e a volte troppo simili a noi.

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